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La città che cambia: lo scheletro del degrado si trasforma. Accoglierà 21 alloggi popolari fotogallery

4 milioni di euro da Stato e Regione al Comune perché acquisti il lotto 9 e finanzi i lavori. Sindaco Bonifazi: “Alloggi popolari al posto di uno scheletro edilizio”. Assessore Tei: “Riqualificazione urbanistica e risposta sociale”. Assessore Goretti: “Dopo quelle inaugurate alle Stiacciole in arrivo altre abitazioni Erp”. Presidente Bartalucci: “Non appena avremo l’edificio a diposizione procederemo senza ritardi”

GROSSETO – Se tutto andrà bene nel giro di tre anni la zona delle aree peep di via de’ Barberi diventerà il simbolo della città recuperata: al posto di uno dei simboli del degrado, un enorme scheletro di cemento, sorgeranno nuovi alloggi popolari.

Sul lotto 9 di quell’area che ospita uno scheletro edilizio (provocato dal fallimento del Consorzio Etruria), saranno completati e poi gestiti dall’Epg spa (Edilizia provinciale grossetana) ben 21 alloggi, con anche la realizzazione della viabilità di servizio.
Sono stati infatti sbloccati i fondi da quasi 4 milioni di euro, di cui il 50% dallo Stato attraverso il PNEA (Piano Nazionale di Edilizia Abitativa) e l’altro 50% dalla Regione Toscana, destinati al Comune di Grosseto per l’acquisto dell’area in questione e per finanziare i lavori dell’Epg spa.

“Un’operazione di grande rilevanza che coinvolge la Pubblica Amministrazione a tutti i livelli – ha commentato il Sindaco Emilio Bonifazi – e che risulta pienamente coerente con le linee guida seguite in questi anni dal nostro Comune. Quella di realizzare alloggi popolari al posto di uno scheletro edilizio – ha concluso il Sindaco –  non può che essere considerata una scelta ben concepita”.

Tei - Goretti - Bonifazi - Bartalucci

“Un grande lavoro degli uffici – ha spiegato l’assessore all’Urbanistica Giancarlo Tei – per individuare la strada più utile a risolvere il destino di un’area che rischiava un abbandono e un degrado inaccettabili, dando contemporaneamente una risposta concreta anche in termini sociali. La scelta è caduta sul lotto 9 perché il più vicino alla strada pubblica, perché meno pesante in termini di oneri di urbanizzazione e perché costava meno, disponendo di meno appartamenti”.

“Altre abitazioni popolari dopo quelle inaugurate alle Stiacciole – ha ribadito l’assessore alla Politiche sociali, Antonella Goretti – arriveranno grazie a questa operazione su cui stiamo lavorando da tempo e che consentirà di incrementare ulteriormente la nostra capacità di fare fronte alle esigenze di tante famiglie grossetane”.

I lavori hanno infatti l’obiettivo di dare inizio al recupero di un’area ferma da anni e di ampliare la disponibilità locale di abitazioni popolari. Fino ad un massimo di 900mila euro potranno essere disponibili per l’acquisto dell’immobile collaudato, già di proprietà del Consorzio Etruria e attualmente sottoposto a procedura fallimentare. Oltre 550mila euro saranno invece destinati alla realizzazione del verde pubblico intorno all’edificio mentre quasi 2,4 milioni di euro rappresenteranno l’investimento vero e proprio per il completamento degli appartamenti e della viabilità di servizio.

Attualmente la struttura incompleta esistente (e abbandonata da quasi 6 anni) si sviluppa su 5 piani fuori terra e ospita 13 garage con relativa corsia di accesso.

“Indubbiamente la riconferma del finanziamento ci offre un’importante opportunità nel recuperare un’area abbandonata per destinarla alla realizzazione di 21 appartamenti da riservare all’edilizia residenziale pubblica, considerata la richiesta sempre più pressante da parte delle famiglie grossetane di alloggi sociali – ha spiegato il presidente dell’EPG spa Andrea Bartalucci – L’Epg spa in questa vicenda è l’organo tecnico destinato alla progettazione e all’esecuzione delle opere di completamento dell’edificio di via De Barberi”.

“Dal momento in cui l’Epg spa avrà la disponibilità dell’immobile – ha concluso Bartalucci – inizieranno senza ritardi le operazioni di verifica e progettazione. I tempi da noi stimati per un intervento di questo tipo possono variare dai 18 ai 24 mesi”.

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