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Sanità, Borghi lancia la sfida: «Impegno per migliorare la qualità del servizio»

GROSSETO – “La salute non è tutto, ma senza salute tutto è niente”. Paolo Borghi cita Arthur Schopenhauer in apertura della conferenza sul tema della sanità: «Una sfida importante per il bene del territorio – dice il candidato del Pd alle primarie del Centrosinistra -. Il mio impegno, qualora dovessi diventare sindaco, sarà quello di segnare una forte discontinuità rispetto al passato, di partecipare attivamente ai tavoli di area vasta e di utilizzare tutte le leve utili per rendere il servizio sanitario più rispondente alle esigenze degli operatori e dei pazienti».

Sul tavolo c’è soprattutto la questione relativa al riordino del sistema sanitario toscano, con il passaggio dalla vecchia Usl 9 all’area vasta sud-est che comprende Arezzo e Siena oltre a Grosseto. Il rischio e anche i timori, sono quelli di vedere la Maremma relegata ad un ruolo di Cenerentola. «E’ opportuno che Grosseto viva la trasformazione da protagonista e non da subalterna – aggiunge Borghi -. Un chiaro esempio arriva dalla robotica, Ritengo sia un errore andare verso l’apertura di altri due centri, anche perché i soldi necessari potrebbero essere investiti nella qualità dei servizi, o per nuovi macchinari in grado di snellire le liste di attesa. Non dimentichiamoci che la sanità grossetana possiede professionisti capaci e motivati, troppo spesso poco valorizzati o gratificati».

Tra i punti che Paolo Borghi intende sviluppare emerge la prevenzione, attraverso la riorganizzazione dei percorsi di educazione a stili di vita corretti, partendo dalle scuole dell’obbligo e puntare sulla diminuzione delle liste di attesa, portando gli esami diagnostici alle media di 30 giorni. Si passa poi attraverso un sistema più efficiente dei trasporti sanitari, una migliore comunicazione, la tutela verso una popolazione sempre più fragile, dato il progressivo invecchiamento. Tra le novità salienti a livello di proposte, anche quella di un asilo nido da collocare all’interno della presidio ospedaliero del Misericordia, un modo per contribuire al miglioramento della qualità della vita dei lavoratori. Il mantenimento della scuola di infermieri è invece un impegno che Borghi intende prendere, andando a definire un percorso virtuoso di collaborazione con la Asl, mentre sul fronte del 118, con il trasferimento della centrale operativa da Siena a Grosseto, c’è bisogno, secondo il candidato, di un’azione energica per una battaglia di buonsenso, volta all’impedimento che, in prospettiva, ci sia la privazione del presidio operativo.

«Il riordino del sistema sanitario non va visto esclusivamente come un aspetto negativo – conclude Borghi -, ma piuttosto come un’opportunità di mettere dei punti fermi affinché ci siano dei servizi sempre più professionali. E’ uno dei primi impegni che sento di assumermi. La politica deve stare fuori dalle nomine sulla sanità, mentre invece deve essere in prima linea nel trasformare il percorso degli operatori e dei pazienti in progressi concreti che rafforzino il tessuto sanitario del nostro territorio».

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