Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Progetto batti cuore: tre defibrillatori nei centri storici delle frazioni

Più informazioni su

GROSSETO – In Italia, perdono la vita per morte improvvisa cardiaca decine di migliaia di persone all’anno. Questo avviene, ne sono buona testimonianza i tanti episodi di cronaca, purtroppo anche nel nostro territorio. Proprio partendo da questo dato, la Pubblica Assistenza Humanitas di Roselle, Istia, Batignano, ha ideato e realizzato il “Progetto Batti Cuore” che consiste nel contribuire a diffondere capillarmente anche in casa nostra l’educazione alla cardiorianimazione.

Nonostante la disponibilità di mezzi di soccorso territoriali del sistema di emergenza sanitaria, che intervengono nei tempi indicati dalle norme vigenti, esistono situazioni e località per le quali l’intervento di defibrillazione, efficace se erogato nei primi cinque minuti, può essere ancora più precoce qualora sia presente sul posto personale non sanitario addestrato (“first responder”). Occorre, quindi, che le tecniche di primo soccorso diventino un bagaglio di conoscenza comune e diffusa, che sia tempestivamente disponibile un DAE e che sia presente personale non sanitario certificato all’utilizzo. I Defibrillatori Semiautomatici Esterni (DAE) attualmente disponibili sul mercato permettono a personale non sanitario specificamente addestrato di effettuare con sicurezza le procedure di defibrillazione, esonerandolo dal compito della diagnosi che viene effettuata dall’apparecchiatura stessa.

«Il Progetto Batti Cuore di Humanitas – afferma il presidente Daniele Maria D’Andrea – va proprio in questa direzione. In questi mesi, grazie al supporto del personale medico-infermieristico della nostra Ausl e di Robusto Biagioni, direttore del 118 di Grosseto, è stato possibile formare più di cento operatori tra volontari e cittadini. Un ringraziamento importante va anche al vice sindaco di Grosseto Paolo Borghi che in questi mesi ci ha dato un importante supporto mettendoci in condizione di installare nel più breve tempo possibile i DAE nei centri storici delle tre frazioni. Un raro esempio, insomma, di amministrazione pubblica davvero vicina alle esigenze dei cittadini».

Il progetto di Humanitas prende spunto da quello che accade già in altri paesi dove i DAE sono disponibili in strada da anni e sono utilizzabili come primo intervento dalla popolazione. «L’installazione dei tre DAE nelle frazioni e la formazione dei cittadini – afferma il vice sindaco Paolo Borghi – sono un importante contributo alla diffusione della cultura della prevenzione. Diffusione che, in presenza di popolazione sempre più anziana, diventa essenziale. Il progetto è talmente innovativo che ho deciso di inserirlo nel mio programma elettorale per fare in modo che diventi una rete salvavita diffusa sul territorio. Questo sarà possibile grazie alla sinergia tra Comune, 118 e associazioni di volontariato come Humanitas che sono la prima interfaccia con la popolazione».

Più informazioni su

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.