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Nell’oasi di Burano la visita del presidente del WWF

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BURANO – «Nell’anno del cinquantesimo compleanno del WWF Italia, abbiamo potuto festeggiare con la presidente del WWF Internazionale, Yolanda Kakabadse, proprio nella prima oasi d’Italia, l’Oasi del lago di Burano». Fabio Cianchi, coordinatore Oasi WWF della provincia di Grosseto è soddisfatto della giornata nell’oasi. «E’ la prima volta che un presidente di WWF Internazionale visita un’oasi italiana e per noi è stato un grande onore e motivo d’orgoglio che sia stato scelto tra le 120 oasi WWF, proprio il Lago di Burano, oasi simbolo per l’associazione e per la conservazione in Italia. Un vero onore per la Maremma tutta, che vanterà da oggi un altro ospite illustre».

La presidente era accompagnata dal direttore generale di WWF internazionale, Marco Lambertini; per il WWF Italia erano presenti il presidente onorario Fulco Pratesi, l’attuale presidente Donatella Bianchi ed il direttore generale Gaetano Benedetto e per WWF Oasi, il presidente Antonio Canu. «Ad accogliere la delegazione oltre al personale delle Oasi della Maremma, le famiglie Puri e Resta – prosegue il WWF -, in rappresentanza della società Sacra, proprietaria dell’area, assieme al direttore Piergiorgio Santi, che per primi hanno creduto in questo grande progetto di conservazione e sensibilizzazione, mettendo a disposizione uno dei luoghi più belli d’Italia. Durante il giro in barca per raggiungere la Torre di Buranaccio, si sono alzati in volo oltre sessanta fenicotteri rosa, aironi bianchi, garzette, decine di beccapesci, spatole, moriglioni, alzavole tuffetti, un vero tripudio alla biodiversità».

«In mezzo al lago, impegnato a “scorrere” i “martavelli”, abbiamo incontrato Alberto, uno dei pescatori coinvolti da WWF Oasi nel progetto di pesca sostenibile del Lago di Burano, che ha spiegato le tecniche di pesca e le attenzioni che si devono avere verso la fauna ittica per non impoverirne lo stock, ma anche le modifiche apportate alle attrezzature per evitare che gli uccelli tuffatori ne rimangano intrappolati – prosegue la nota -. Mai come oggi l’Oasi ha espresso il suo amore e la sua dedizione per la natura e ha goduto i risultati di un intenso programma di conservazione che dura da cinquant’anni».

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