Rifiuti, con la Val di Cornia il sistema è «adeguato». «Bisogna lavorare per migliorare»

GROSSETO – Un’opportunità per fare chiarezza su un tema delicato e controverso come quello legato alla raccolta e allo smaltimento dei rifiuti. Questo l’obiettivo dell’incontro pubblico organizzato questa mattina dal Sindaco Bonifazi, insieme agli assessori Arsenio Carosi e Giancarlo Tei, nel Palazzo Municipale e teso a chiarire meglio i contenuti del Consiglio comunale aperto di mercoledì 10 febbraio. “E’ l’occasione di esporre all’opinione pubblica la nostra posizione anche al netto di qualche strumentalizzazione che il periodo elettorale rischia di provocare mercoledì prossimo”.

Il Sindaco ha iniziato ricordando che la programmazione provinciale dei rifuti è stata fatta molti anni fa: “Il piano provinciale fu infatti adottato la prima volta nel 1987, modificato nel 1995, quindi approvato nel 2002. E poi, nel 2005, venne introdotto il Piano industriale di Ato. Sono ritardi che si pagano”.

In questi anni molti hanno messo in discussione la legittimità degli atti assunti dall’Ato Toscana Sud che comprende le aree di Grosseto, Siena e Arezzo ma – ha chiarito l’assessore Arsenio Carosi: “(…) dimenticando spesso che seguono le regole stabilite dalla legge regionale (69/2011), che nella sua autonomia rispetta a sua volta e rigorosamente la legge nazionale, come anche confermato da una sentenza della Corte Costituzionale; un’autonomia confermata anche dalla Legge di Stabilità 2015. La gestione dei rifiuti è e resta competenza di enti e ambiti ottimali locali e, piaccia o meno, non se ne esce con una semplice discussione in Consiglio comunale, trattandosi di materia stabilita e coordinata da norme regionali. Anche sulle accuse per l’affidamento della gestione rifiuto a SEI da parte dell’Ato, c’è stata già sufficiente chiarezza e comunque, se non si concorda, esistono gli organi preposti a cui rivolgersi”. Carosi ha comunque chiarito che: “(…) quanto affermato non impedisce di essere critici rispetto ad una norma che, a mio parere, è ancora incompleta e dovrebbe consentire una maggiore inclusione e rappresentatività dei comuni dell’Ato nel processo decisionale, nelle forme di controllo come nella possibilità di azioni dirette per ottenere miglioramenti nel servizio”.

Anche secondo l’assessore Giancarlo Tei vanno consdierati vari elementi: “L’ingresso dei comuni della Val di Cornia dimostra l’utitlità del dimensionamento delle Strillaie. E poi autorevoli studi pubblicati in questi giorni e che si basano sulla base dei fabbisogni standard, dimostrano che Grosseto è più virtuosa di tante altre realtà in Toscana rispetto al livello delle tariffe (dati OpenCivitas). Infine un richiamo fondamentale va alla necessità di razionalizzare la presenza degli impianti nel territorio di ambito e spingere, proprio grazie alla presenza delle Strillaie, della raccolta dell’organico, che consentirebbe importanti risparmi”.

Rispetto al tema delle scelte industriali di sistema (economie di scala e autosufficienza), il Sindaco Bonifazi ha ricordato come: “(….) un’attività strutturata su ambiti ottimali sia più efficiente di altre, consentendo evidenti economie di scala e avendo impedito a oggi emergenze rifiuti a cui abbiamo invece assistito altrove in Italia. E’ infatti indubbio che il sistema basato sull titolarità pubblica degli impianti abbia finora funzionato con una certa efficienza e garantendo, cosa certo da non sottovalutare, una sostanziale autosufficienza a livello di ambito; quella che fino a qualche tempo fa non c’era costringendoci così alla costosa esportazione dei rifiuti e che, a oggi, rappresenta ancora solo un’ambizione per molte altre realtà del Paese. Il problema è – ha proseguito il Sindaco – il fatto che ci sono enormi differenze tra i territori dell’ambito, nei livelli di differenziata in base anche alla presenza di impianti di selezione e recupero e tra chi ha sulle spalle la bonifica di ex discariche o meno, come per Grosseto. Comunque questo è l’unico ambito dei tre toscani con un gestore unico, con un sistema organico e pianificato della materia e quindi in grado di unire tutto l’anello (raccolta, trattamento e valorizzazione in pochi chilometri) anche grazie alla centralità e l’efficienza dell’impianto delle Strillaie. Purtroppo – ha concluso il Sindaco – il nostro territorio è anche il più vasto e meno popolato, evidentemente poco adatto ai cosiddetti servizi di rete, non solo nel settore della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti”.

Bonifazi si è voluto soffermare anche su un altro aspetto considerato determinante, sempre legato alla demografia del territorio grossetano: “(…) che essendo poco popolato deve dividere le quote procapite di Tari sulla base dei residenti (euro/abitanti residenti), base sulla quale qualcuno valuta le dimensioni dell’impianto delle Strillaie, invece che sui consumi effettivi (euro/tonnellate prodotte), che comprendono il turismo stagionale (6 milioni di presenze a livello provinciale), il secondo per entità dopo quello dell’area fiorentina. Una situazione che vede una produzione estiva di rifiuti cinque volte superiore a quella del periodo invernale. Certo che in inverno risulti poi conveniente sotto tutti i punti di vista ricevere rifiuti anche da altri territori, evitandoci di alzare nuovamente le tariffe a Grosseto grazie alle royalty, secondo una politica di ambito che salvaguarda l’area dalle emergenze”.

Rispetto al tema dell’alto costo della Tari Bonifazi ha charito inoltre come: “(…) il costo ai cittadini del territorio grossetano sia innnegabilmente eccessivo ma a causa non certo solo di una raccolta differenziata porta a porta ancora insufficiente bensì di altri fattori; a partire dal 13/20% sul totale rappresentato dagli incomprimibili costi per la bonifica dell’ex discarica delle Strillaie, presenti da 10 anni ma a cui in passato qualcun altro non aveva pensato attraverso i cosiddetti costi di ‘accantonamento post mortem’. Abbiamo da tempo presentato in Regione un piano di bonifica per i prossimi 15 anni ma stiamo ancora aspettando l’esito della Conferenza dei servizi. E poi, ripeto, il costo non va calcolato sulla base del numero degli scarsi residenti ma sul numero delle presenze anche turistiche. Senza queste costanti territoriali, il costo sarebbe assolutamente nella media nazionale. I critici non lo dicono mai”.

Il Sindaco Bonifazi ha spiegato inoltre come un’analisi lucida della realtà non impedisca di: “(…) impegnarci ulteriormente sulla raccolta differenziata spinta a partire dalle grandi realtà amministrative e commerciali, su un maggiore coinvolgimento dei comuni nelle scelte di ambito territoriale e nella richiesta motivata di un migliore servizio di raccolta e spazzamento da parte del gestore del servizio”.

Infine Bonifazi ha precisato: “In ogni caso sarebbe auspicabile una pianificazione del sistema rifiuti a livello nazionale, per evitare di identificare singoli modelli che hanno poi una ricaduta solo locale e sono spesso destinati al fallimento (vedi Priula, Vedelago o anche Capannori che porta fuori ambito (da Lucca a Livorno), sulla discarica di Rosignano, tutta l’indifferenziata”.

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