No alle primarie di coalizione. La proposta: «Con candidati Pd facciamole di partito»

GROSSETO – A poche ore dalla presentazione della coalizione di centrosinistra con Pd, Psi, Udc e le civiche Gene di Grosseto e Fare Grosseto, si manifestano i primi mal di pancia. L’origine del “disturbo” parte da casa Pd, dove Serena Remi, tesoriere dell’unione comunale di Grosseto, lancia la proposta di “bloccare” le primarie di coalizione e fare primarie tutte interne ai democratici. Il teorema è semplice: ormai si sono delineate le sole candidature di Paolo Borghi e Lorenzo Mascagni, entrambi Pd, e allora le primarie facciamole all’interno del Pd.

«Alla Luce di quanto emerge negli ultimi giorni da giornali e tv locali – dice Serena Remi -, è di tutta evidenza che il PD, partito di cui faccio parte, debba ritrovare al più presto la massima unità e la dovuta coesione in vista delle sfide che ci vedranno attori protagonisti».

«Le primarie in genere sono uno strumento democratico che ci consentirà di confrontarci con i cittadini e con la città tutta per guardare al futuro. Al momento vi sono solo due candidati in pectore che hanno dato la loro disponibilità: Paolo Borghi e Lorenzo Mascagni, entrambi del PD. E’ quindi evidente, in vista dei tavoli politici di questi giorni, che se i nostri alleati politici non avanzassero proposte o candidature per le primarie di coalizione, sarebbe di sicuro quanto mai importante valutare seriamente l’ipotesi di effettuare solamente e nel più breve tempo possibile le elezioni primarie del PD».

Una proposta che se da un lato sembrerebbe avere una logica dall’altro potrebbe avere l’effetto di destabilizzare la coalizione e gli accordi tra i partiti e le varie anime del centrosinistra e compromettere tutto il percorso di condivisione che è andato avanti fino ad oggi. Per scoprirlo basterà attendere qualche ora perché alle 12 è in programma la conferenza stampa ufficiale di presentazione della coalizione.

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