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Camera di commercio: a rischio funzioni e posti di lavoro. «La Maremma è indebolita»

GROSSETO – Riduzione delle risorse, delle funzioni e quindi del personale. Prosegue lo stato di agitazione dei dipendenti della Camera di Commercio di Grosseto, assieme ai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil e alla Rsu. La situazione resta incerta in attesa di vedere che piega prenderà il decreto legislativo che è in via di approvazione da parte del Consiglio dei Ministri. Certo è che sono in ballo grandi interrogativi e forti preoccupazioni sul futuro del territorio e dei lavoratori. Si parla di un taglio che va dal 15 al 25% del personale, oltre al pesante ridimensionamento delle funzioni, tale da mettere a serio rischio la sopravvivenza dei servizi emessi a sostegno dell’imprenditoria e del tessuto economico locale.

«Alla fine più che un riordino c’è grande disordine – esordisce Cinzia Fiacchi, segretario provinciale della Cgil funzione pubblica -. Oltretutto l’unione tra la Camera di commercio di Grosseto e quella di Livorno ha prodotto ulteriore debolezza. A unirsi sono stati due enti deboli e l’unione di due debolezze non può fare una forza. Come sindacato porteremo avanti la nostra mobilitazione per tutelare i posti di lavoro, ma anche quei servizi di qualità erogati alle aziende del territorio».

Per dirla con i numeri, sono 36 gli attuali dipendenti della Camera di commercio di Grosseto che, dopo l’accorpamento con Livorno, sono saliti a 95. A questi si aggiungono 7 dell’azienda speciale collegata all’ente camerale, il cui futuro appare ancora più incerto, in quanto il quadro delineatosi fa pensare a una volontà di cancellazione. In totale sono 75.930 le imprese che fanno riferimento alla Camera di commercio dopo l’accorpamento.

«Una situazione piuttosto assurda – commenta Salvatore Gallotta della Cgil -, anche perché occorre precisare che la Camera di commercio non ha costi per lo Stato. Andiamo incontro a uno smantellamento che è incomprensibile alla luce dei livelli di efficienza, qualità e professionalità».

Camera di commercio sindacati e lavoratori

La situazione è iniziata a precipitare quando è stata approvata la drastica riduzione delle entrate camerali disposta dal decreto legge che già per il 2015 ha messo a dura prova gli equilibri di bilancio della Camera nel rispetto dei suoi compiti istituzionali e che per il 2016 aggraverà ancora di più la situazione.

«Questo decreto ci sembra illegittimo – aggiunge Massimo Sbrilli della Cisl -, perché non rispetta la salvaguardia dei posti di lavoro che rappresentava il passaggio fondamentale della riforma. Per quanto riguarda i servizi, invece, è già penalizzante un accorpamento, le imprese avranno sempre più difficoltà».

«E’ un film che purtroppo abbiamo già visto con la Provincia – spiega Sergio Sacchetti della Uil -. Si stravolge il significato della parola riforma, perché quello in atto è solo un taglio strutturale. Si avrà uno svuotamento delle funzioni e di conseguenza un impoverimento del territorio con ripercussioni immediate sui posti di lavoro. E’ un effetto domino che impoverisce la Maremma».

«E’ un progetto diabolico – conclude Stefano Facchi della Cisl -. Via la Provincia, via la Camera di commercio, la Maremma non sarà più rappresentata. Le piccole imprese non verranno tutelate. Ci chiediamo come mai smantellare il meglio, visto che le funzioni svolte venivano prese da esempio in tutta Europa».

In attesa che il Consiglio dei Ministri decida in merito all’approvazione del decreto legge, i lavoratori si sono ritrovati nella sala conferenze della Camera di commercio per fare il punto sulla situazione insieme ai sindacati. Questo pomeriggio, intorno alle 18, la questione verrà messa sul tavolo dei politici in un incontro a cui parteciperanno il deputato Luca Sani, il consigliere regionale Leonardo Marras e il presidente della Camera di commercio di Grosseto Riccardo Breda.

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