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Il ciclo del melograno nel convegno Coldiretti: «Nuove tecniche sperimentali»

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GROSSETO – Si è svolto nei giorni scorsi presso la sede provinciale di Coldiretti Grosseto, un seminario sulla filiera del melograno. E’ intervenuto Roberto Praite che ha illustrato la filiera del melograno precisando che il maggior produttore di questo frutto è l’India, in cui si può trovare per tutto l’anno mentre in Italia è un frutto stagionale che si trova specialmente in ottobre, poi Riccardo Grattarola che ha specificato le tecniche di coltivazione del melograno, soffermandosi sull’importanza delle analisi del terreno per vedere se è favorevole o meno alla coltura, i terreni sabbiosi tendenzialmente sono quelli migliori infatti per favorire un buon drenaggio e garantire l’assenza di ristagno idrico e su molti altri aspetti legati anche ai costi e ai metodi di coltivazione.

La partecipazione è stata davvero numerosa, presenti molti titolari di aziende agricole, i docenti dell’Istituto Tecnico Agrario di Grosseto con alcuni allievi e molti tecnici del settore. «Un incontro molto interessante – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto – nel quale sono stati illustrati gli aspetti principali della filiera del melograno e le nuove tecniche ancora in fase di sperimentazione ma che da qui a breve diverranno consuete». Negli ultimi tre anni, in conseguenza della crisi di mercato di alcune coltivazioni frutticole e delle problematiche fitosanitarie di altre, nonché sulla spinta di una azienda che commercializza il materiale di propagazione, si sono moltiplicate le iniziative di impianto di nuove superfici coltivate a melograno.

Il frutto ha indubbiamente proprietà interessanti dal punto di vista nutraceutico, essendo ricco di sostanze antiossidanti e con altre importanti proprietà, d’altronde il cui succo del melograno è diventato un bene di consumo quotidiano non solo in Italia ma in tutto il mondo alla luce delle sue proprietà benefiche: secondo gli esperti, infatti, è ormai considerato il miglior vaccino contro influenza e raffreddore perché possiede il 40 per cento del nostro bisogno giornaliero di vitamina C.

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