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La città di Bonifazi. «Dopo 10 anni lascio un comune sano». Ecco come è cambiata Grosseto

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GROSSETO – Per disegnare il bilancio di dieci anni di amministrazione Emilio Bonifazi ha scelto la sala conferenze delle Casette Cinquecentesche. È questo uno dei luoghi simbolo della “sua” Grosseto, o meglio di quella città che ha immaginato e voluto in questi dieci anni da sindaco.

L’eredità di Bonifazi, di cui di parla da tempo, è sopratutto una o almeno questo è quello che pensa il sindaco uscente: un Comune sano, con i conti in ordine, senza emergenze da tracollo finanziario, senza fallimenti più o meno ventilati. È questa la sua eredità e se sarà considerata importante o meno questo lo sapremo soltanto in futuro. Certo è che guardandosi un po’ in giro e vedendo quali sono oggi le condizioni economiche e finanziarie degli enti locali avere conti a posto è senz’altro un obiettivo positivo e non così scontato. In passato anche il patto di stabilità è stato un problema, mentre oggi quei tempi sembrano ormai lontani.

«Lascio un comune sano – ha affermato il sindaco Emilio Bonifazi durante l’incontro con i giornalisti – e, viste le condizioni date e gli effettivi poteri di un’Amministrazione comunale, è stato fatto un grande lavoro. Contemporaneamente alla nascita e allo sviluppo di una delle crisi economiche più pesanti della nostra storia nazionale, con tagli statali indiscriminati alle finanze degli enti locali, abbiamo fatto crescere la città, portato a compimento obiettivi storici e risanato un Bilancio che era messo abbastanza male. Potevamo fare di più e meglio è una frase – ha proseguito il primo cittadino – che mi ripeto ogni giorno e, sicuramente, alcune cose non le avrei fatte; altre le avrei fatte diversamente ma, quello che è sicuro, è che, con tutti i miei limiti, ho lavorato in buona fede e nell’esclusiva tutela dei cittadini, proprio perché non ho mai avuto un interesse né personale né familiare da difendere in questa città”».

Bilancio di mandato: la città di Bonifazi – Quali sono i punti principali dell’azione di governo di questi ultimi dieci anni lo ha messo in evidenza direttamente il sindaco Emilio Bonifazi (per avere un dettaglio completo leggi anche: Dai progetti bandiera alla spending review: i dieci anni di Bonifazi capitolo per capitolo)

Non solo dunque politiche di bilancio e spending review, ma anche progetti realizzati e una visione di città. In questi anni è stato approvato il regolamento urbanistico, si è intervenuti sul traffico, sono state attuate politiche di trasparenza e per quanto riguarda i lavori pubblici sono state realizzate opere significative a partire dai numerosi interventi sulle Mura e in centro storico, dal Bastione Maiano al Cassero, dalle Casette cinquecentesche alle Clarisse, dall’inizio della riqualificazione dell’area del vecchio Ospedale, fino ai lavori in corso alla ex Chelliana per riportarci la biblioteca e al Garibaldi. E ancora le semplici manutenzioni di strade, edifici scolastici (costruita una nuova struttura in via Mozambico come non si faceva da decenni), aree verdi (nuovi parchi per bambini, riqualificati altri), impianti sportivi e illuminazione pubblica, le scelte nel campo dell’economia e del turismo (l’obiettivo strategico dell’agroalimentare, del turismo sportivo e l’arrivo del metano a Marina), le Politiche ambientali (incentrate sull’educazione ambientale e sulle diverse forme di mobilità alternativa), l’investimento costante nella Cultura (il rilancio del Cassero, le nuove sale al Museo archeologico, la rinascita delle Clarisse e dell’Acquario e una stagione teatrale di successo) e nelle Politiche sociali (da quelle educative a quelle legate al diritto alla casa raddoppiando la spesa sociale procapite: facilitando in tal modo le famiglie numerose e a basso reddito nell’accesso a nidi e scuole dell’infanzia o definendo un atteggiamento fatto di rispetto delle regole nella gestione delle case popolari e dell’emergenza abitativa), per chiudere con l’impegno nei vari ambiti attraverso i quali si sviluppa il concetto di Sicurezza (dalla videosorveglianza, passando per il Regolamento della Polizia urbana, fino ai nuclei antidegrado e di polizia giudiziaria costituiti all’interno della Polizia municipale).

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