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Mabro tra cessione, cassa integrazione e capannone: ma restano le divisioni

GROSSETO – Ancora una proroga sulla cassa integrazione dei lavoratori Mabro. La notizia era nell’aria e, come da previsione, in attesa dell’assegnazione dell’azienda, si andrà avanti così. Niente di ufficiale ancora, perché l’incontro per firmare il prolungamento della cassa integrazione è fissato per venerdì 22 gennaio alle 9.30, presso il centro dell’impiego di Grosseto. L’accordo, in ogni caso, dovrebbe prevedere una proroga di tre mesi, tempo necessario per arrivare anche alla svolta dell’assegnazione, con tre offerte sul piatto, uscite fuori dal bando, sulle quali sta lavorando il commissario Paolo Coscione.

Intanto però, il fronte dei lavoratori torna a dividersi in base alle sigle sindacali di rappresentanza. Una situazione non nuova in casa Mabro, dove gli attriti sono da tempo presenti, anche se ultimamente, senza più produzione attiva e con lo stabile dell’azienda deserto, gli animi si erano placati. A riaccendere la miccia, invece, è stato un comunicato diramato dalla Rsu di sponda Cgil in merito alla presenza di amianto sul tetto dell’azienda. La replica puntuale di Royal Tuscany, che detiene la proprietà dello stabile, ha minimizzato la questione, ma ormai il botta e risposta piuttosto acceso tra i lavoratori, era già divampato sui social network.

Vecchi dissapori sono quindi riemersi, tra chi pretende prima di tutto sicurezza e chi invece trova inopportuna questa uscita in vista dell’assegnazione. Fatto sta che la divisione tra lavoratori di sponda Cgil e quelli sotto la sigla Cisl e Uil, torna di estrema attualità. Non certo segnali incoraggianti, anche per chi, in vista di un’assegnazione, dovrà mettere piede in azienda.

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