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La verità di Biliotti: «Nessun conflitto di interessi». E annuncia: «pronto all’azione legale»

GROSSETO – È direttamente Saimo Biliotti, consigliere comunale e presidente della seconda commissione del comune di Grosseto, ad intervenire sulla querelle che lo riguarda e sul presunto conflitto di interessi tirato in ballo sulla vicenda delle aree Peep.

«La mia non partecipazione al Consiglio Comunale, in quanto uscito dall’aula prima di discutere l’argomento, sulla nota deliberazione relativa ai conguagli sul prezzo di assegnazione di aree Peep in zona Pizzetti a carico delle imprese assegnatarie non è dovuta, come già ho chiarito in sede di V Commissione Comunale di controllo, aperta al pubblico e partecipata dalla stampa, a ragioni di conflitto di interessi, del tutto inesistenti, ma per un atto di opportunità e di trasparenza in quanto una S.r.l. della quale sono socio e amministratore, ha eseguito lavori di costruzione su una delle aree assegnate dal Comune all’Ati (Associazione Temporanea di Impresa) della quale fa parte il Consorzio Cograe e dallo stesso affidati in appalto; i lavori sono stati terminati e fatturati da tempo, si è così concluso quello specifico rapporto privato».

«La s.r.l. non è stata invece assegnataria da parte del Comune di aree Peep e non ha avuto e non ha, neppure indirettamente, impegni o obblighi verso acquirenti di appartamenti realizzati in quell’area, né obblighi di conguaglio verso il Comune, né alcun altra connessa pendenza.

Dunque non sono mai incorso in una posizione, neppur astrattamente riconducibile a conflitto di interessi, per il ruolo da me svolto in Comune (Consigliere Comunale e Presidente di Commissione)».

«Infatti, come è stato anche precisato nel parere giuridico dell’Ufficio Legale del Comune, reso pubblico e commentato sulla stampa, assolutamente limpido nel richiamare i principi applicabili, debbono astenersi dalla discussione e dalla votazione di delibere i consiglieri che versano in conflitto di interessi; in quanto “portatori di interessi personali, diretti o indiretti in contrasto potenziale con quello pubblico” e cioè “in correlazione diretta e immediata fra il Consigliere Comunale e l’oggetto della deliberazione”».

«Il dovere di astensione dei consiglieri, previsto dall’art. 78 D.Lgs 267/2000 sussiste infatti “in tutti i casi in cui essi versino in situazioni che, avuto riguardo al particolare oggetto della decisione da assumere, appaiono idonee anche solo in via potenziale a minare l’imparzialità dei medesimi»,

«Fermi i principi di legge, richiamati nel parere dell’Ufficio Legale, va considerato in via di fatto che la Commissione da me presieduta non ha mai adottato alcuna deliberazione o decisione di sorta su quel problema. E questo già basterebbe».

«Aggiungo per completezza di informazione (comunque già noto a tutti) che in Commissione si è soltanto preso atto della sentenza della Corte d’Appello nella causa promossa contro il Comune dai proprietari espropriati di alcune aree, da destinare al peep, e della opportuna ed utile transazione raggiunta successivamente dal Comune, come in commissione venne illustrato dall’Avv. di Firenze che ha difeso lo stesso Comune in quella causa ed anche del fatto consequenziale che, come poi ha ben precisato l’Arch. De Bianchi, Dirigente di settore competente del Comune, tutte le imprese assegnatarie, compreso ovviamente Cograe, sarebbero state tenute a pagare al Comune, a titolo di conguaglio del prezzo di assegnazione delle aree la somma ancora dovuta ai soggetti espropriati. Ne consegue con chiarezza che il sottoscritto non si trovava comunque ad essere portatore di alcun interesse personale, diretto, immediato in contrasto potenziale con il Comune per aver assistito e preso atto dell’informativa sopra detta e delle successive iniziative previste a tutela esclusiva del Comune stesso».

«Escludo infine che in nessuna deliberazione comunale di carattere urbanistico si sia mai verificata alcuna mia situazione di conflitto di interessi come invece da alcune parti si cerca di insinuare in modo sottilmente diffamatorio nei miei confronti».

«Non sono per natura interessato, come invece è apparso che siano diversi molteplici altri, in diversi molteplici ambiti, a sollevare polveroni o attivare polemiche tanto strumentali quanto di cortissimo respiro, né disponibile alla denigrazione di altri come invece, in modo di certo non disinteressato, si è fatto verso di me per ragioni esclusivamente politiche, consapevolmente infondate, senza correttezza, senza verità».

«Per questo mi riservo di promuovere azione giudiziaria a tutela della mia onorabilità».

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