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Contro gli agricoltori una battaglia sbagliata. La Cia critica il flash mob fiorentino

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GROSSETO – «Puntualmente sono arrivati! I sapientoni hanno deciso di far sentire la loro esperta voce anche a inizio 2016: attori, filosofi, cantanti, scrittori insomma veri esperti del mondo agricolo che, evidentemente in cerca di un po’ di notorietà, hanno deciso di dar vita a una petizione che chiede di interrompere l’iter di approvazione della proposta di legge della Toscana contro l’emergenza ungulati».

Non usa mezzi termini Enrico Rabazzi Vicepresidente regionale e Presidente grossetano Cia – Confederazione Italiana Agricoltori – nel commentare la raccolta di firme che  rientra nella campagna “Toscana rossa… di sangue”  promossa da noti personaggi del mondo dello spettacolo e da associazioni animaliste e ambientaliste.

«Gli esperti in questione, che poi sono coloro che vorrebbero mangiare prodotti di qualità senza tener conto dei danni che la popolazione oramai fuori controllo dei cinghiali provoca alle colture e dei costi ingenti che le aziende devono sostenere ,  cercano consensi utilizzando slogan d’effetto come una “inutile strage” o “ammazzacinghiali”».

«Innanzitutto accusare la Toscana  e gli agricoltori di effettuare una strage ci sembra quanto mai fuori luogo e questo se si considera che gli ultimi censimenti parlano di un esubero di oltre 250 mila cinghiali in regione. Se poi tutelare il mondo agricolo non è conveniente per una  certa fetta di comici ed  intellettuali ( per così dire ) -incalza Rabazzi-sarebbe il caso di considerare quanti sono gli incidenti stradali, anche mortali, provocati da un così alto numero di ungulati. A questi signori che, beati loro che hanno le ricette pronte, ricordo che l’importazione dei cinghiali ungheresi andava fermata negli anni ’60 quando erano  stati introdotti perché la specie autoctona stava scomparendo, e che la presenza del predatore lupo, altra soluzione proposta da questi dotti personaggi,  non ha fatto altro che spingere gli ungulati a raggrupparsi in branchi più difficili da cacciarsi ma invece molto più dannosi per le colture».

«Ricordiamo poi  che questi animali si stanno trasformando in padroni del territorio:  non temono più l’uomo, arrivano nei pressi delle abitazioni, per non parlare di quelli che stanziano nei pressi degli agriturismi, minacciosi ed aggressivi.  Cari animalisti e ambientalisti che fate del vivere bene e sano la vostra bandiera, cari esperti che non volete prodotti ogm sulle vostre tavole,  ma con quale coraggio vi definite amanti della natura se poi siete i primi ad attaccare chi giorno per giorno è il vero custode dell’ambiente? Quanti di voi vivono di agricoltura e affrontano quotidianamente le infinite sfide del mondo agricolo ? Visto che evidentemente non lo hanno capito-conclude Rabazzi-ricordo che la proposta della legge regionale prevede un piano triennale  di abbattimento selettivo, che assieme al mondo venatorio, dovrebbe  riportare la popolazione dei cinghiali a un numero sostenibile. Sostenibile in termini di sicurezza per gli automobilisti, per i cittadini, gli agriturismi e le colture.  Il nostro invito dunque è che la Regione vada avanti e attui al più presto il piano di contenimento degli ungulati mentre ai tuttologi suggerisco di intervenire con sentenze d’effetto solo su materie di loro competenza».

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