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La variante della discordia torna in consiglio. Bonini: «No alle villette»

MAGLIANO IN TOSCANA – Torna in consiglio comunale la variante della discordia, il documento relativo ad alcuni cambiamenti nel regolamento urbanistico e nel piano strutturale del Comune di Magliano in Toscana che sarà nuovamente presentata dal sindaco Cinelli, il prossimo mercoledì 20 gennaio alle ore 16.

Una seduta che, oltre ad avere un solo punto all’ordine del giorno, si annuncia già calda, e che farà seguito a quella dello scorso mese di dicembre in cui l’adozione di tale documento non riuscì a passare per la mancanza del numero legale.

Ad abbandonare la seduta furono sia i membri dell’opposizione che tre dei consiglieri di maggioranza che, a quanto pare, avrebbero potuto avere dei conflitti di interesse. Un situazione politicamente inusuale, forse rocambolesca, che anche stavolta sembra destinata a generare molte discussioni.

«Disseminare il nostro territorio di villette è un atto contrario allo sviluppo socio-economico di un territorio che basa la sua fortuna su una immagine legata alla tutela ed alla preservazione dell’ambiente – anticipa la consigliera di opposizione, Eva Bonini – la costruzione di 10 villette bifamiliari (20 appartamenti) a Sterpeti, che causerà un cambio nel paesaggio, non è certo paragonabile ad una eventuale creazione di una struttura ricettiva. Quella prevista dalla precedente giunta Gregori, infatti, sarebbe secondo noi potuta essere anche ulteriormente rivista in maniera coerente con le peculiarità del territorio di Magliano. Permettere la costruzione di residenziale non porta benefici all’interesse comune, cosa che invece potrebbe fare una struttura che crea lavoro e giro economico».

«Appare chiaro che Cinelli non ha una visione strategica del territorio, così come appare chiaro che la perequazione con il locale del Covo di Sant’Andrea, basata sulla donazione in cambio della cubatura residenziale, non è certo una mossa conveniente per la nostra comunità. Tra l’altro in palese contraddizione con la precedente necessità, evidenziata dal sindaco, di vendere beni comunali come ad esempio la scuola di Maiano Lavacchio, per bisogno di soldi: in questo caso, infatti, si prenderebbe in carico un luogo in disuso, a quanto pare per fare convegni, quando non ci si è nemmeno mai preoccupati della Casa della Cultura attualmente esistente. Comunque vada noi non ci fermeremo – conclude la leader di Magliano Viva – e stiamo già preparando gruppi di lavoro che, in collaborazione con esperti del settore urbanistico, porteranno alla presentazione delle nostre osservazioni alla Regione Toscana. Un’attività questa che porteremo avanti girando metro per metro tutte le campagne ed incontrando la gente».

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