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Giorgi in campo per le primarie, ma potrebbe fare un passo indietro

GROSSETO – Francesco Giorgi in campo per le primarie del centrosinistra. Così ha deciso il Psi in vista dell’appuntamento del prossimo 6 marzo, giorno in cui si terranno le primarie per “incoronare” il candidato sindaco del centrosinistra.

I socialisti, riuniti ieri sera nell’esecutivo provinciale, hanno così tracciato la linea politica per le amministrative del 2016 confermando l’alleanza in tutti i comuni al voto (in provincia di Grosseto sono cinque) con il Pd e gli altri partiti del centrosinistra.

«Con particolare riferimento a Grosseto – si legge nella nota della federazione provinciale del partito – , il più grande comune al voto nella Toscana, si ribadisce che il Psi, nel caso di primarie di coalizione, è orientato a presentare una propria autonoma candidatura, che è stata individuata nel compagno Segretario provinciale Francesco Giorgi».

«Il Psi – si legge ancora – considera inoltre utile che, nel comune capoluogo, le forze della coalizione di centro sinistra, allargata alle liste civiche democratiche, riescano a concordare il programma e ad esprimere una candidatura ufficiale di coalizione, che sia condivisa, nel qual caso il Psi è disponibile a valutare la non presentazione di una propria candidatura, con i propri militanti ed elettori tradizionali e con altre componenti di area democratica, che siano disponibili a battersi insieme per conseguire la vittoria nelle prossime elezioni».

Dunque per il momento il quadro è ancora molto mobile. Nel Pd i candidati in campo dovrebbero essere due: Paolo Borghi, già ufficiale, e Lorenzo Mascagni. A questi si aggiungerebbe Giorgi anche se i socialisti potrebbero convergere su una candidatura unitaria.

Commenti

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  1. Scritto da roberto culatti

    La riunione di ieri sera non è stata dell’Esecutivo provinciale ma bensì del Comitato comunale di Grosseto allargato ai membri cittadini dell’Esecutivo. Le modalità di partecipazione alle prossime elezioni amministrative rivestono un’importanza generale, che attiene allo stesso essere di un partito (il PSI), pressoché inesistente al livello nazionale ma così presente in Provincia di Grosseto e nel capoluogo. Andrebbero discusse coinvolgendo tutto il partito e non soltanto il Comitato comunale di Grosseto. Il PSI deve presentarsi alle elezioni da solo, col proprio simbolo. Quanto alle primarie,,,si continua a credere a questo metodo? Incredibile! Le primarie sono un ripiego per una democrazia partitica allo sfascio.
    1. Le primarie contribuiscono a svuotare i partiti del loro ruolo di elaborazione democratica della politica.
    2. Con il voto, l’elettorato attivo delle primarie sceglie l’esponente politico sulla base di una conoscenza mediatica di un personaggio; vota l’apparire e non l’essere del candidato.
    3. Le primarie chiedono di esprimersi senza un coinvolgimento nel processo di elaborazione del programma politico.
    4. Poiché chiunque può far parte dell’elettorato attivo e l’adesione alla piattaforma, che da’ diritto al voto, è puramente formale: non c’è nessuna garanzia di una corrispondenza tra le idee dell’elettore e l’indirizzo politico, ancor meno dell’ideologia del partito o della coalizione, cui appartiene l’elettorato passivo delle primarie.
    5. Il voto spurio, cioè di chi ha interesse di danneggiare, con la propria scelta, il candidato sgradito, può determinare il risultato delle elezioni primarie, senza che ci sia una corrispondenza tra le intenzioni genuine e coerenti di chi ha dato il voto e la missione politica di chi lo ha ricevuto.
    6. E’ un modo per consentire al PD di risolvere i propri problemi interni. Non li risolverà, anzi, la probabilità che li faccia esplodere è molto alta, ma perché dobbiamo dargli una mano?