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Che fine ha fatto la Concordia? A quattro anni dal naufragio le immagini della demolizione

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GENOVA – Emergerà a breve anche il ponte “zero” della Concordia che venne trainata sino in Liguria nel luglio 2014 prima al Vte e poi nel bacino delle Riparazioni navali del porto di Genova. Grazie alle attività di alleggerimento (rimozione di quanto si trovava all’interno della nave da crociera della Costa, ma anche dei ponti) il ponte “zero” ha raggiunto il pescaggio di 13 metri.

Il prossimo passaggio, dopo il taglio delle strutture esterne, sarà la resa stagna del ponte “zero” che servirà per garantire un sistema di galleggiamento alternativo una volta che i cassoni che sorreggono il relitto (alcuni sono stati già staccati) verranno rimossi per il trasferimento nel bacino di carenaggio.

“Ship Recycling”, il consorzio nato dall’accordo tra i cantieri navali Saipem e San Giorgio del Porto, che si è aggiudicato l’appalto, stima che la durata complessiva del progetto sarà di circa 2 anni. «La velocità non è una priorità – spiegano sul sito realizzato per offrire la massima trasparenza sui lavori – l’obiettivo principale è completare bene il lavoro e garantire il minore impatto possibile per l’ambiente e il personale, attraverso un monitoraggio costante e sistemi disegnati specificamente per ridurre l’impatto ambientale delle operazioni».

Nelle operazioni di demolizione sono impegnate, attualmente, 200 persone anche se, dall’inizio del progetto, si sono raggiunti picchi di 300 operatori, con circa 80 aziende coinvolte delle quali 78 italiane. Sono oltre 15.600 le tonnellate di materiali già rimossi, di cui la maggior parte, circa l’80%, è stato inviato a recupero, 9mila sono acciaio e metalli.

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