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Peep Pizzetti e incompatibilità, Felicioni: «Biliotti si dimetta»

GROSSETO – «Biliotti deve dimettersi», non ha dubbi il consigliere comunale Massimo Felicioni, della lista civica Grosseto oggi per la sua identità. Il caso da tempo dibattuto è quello del consigliere del Pd Saimo Biliotti, in merito alla presunta incompatibilità, con tanto di parere legale del Comune, emersa nel dicembre del 2015.

«Non si capisce perché il sindaco Bonifazi, sempre così attento nel 2011 e nel 2012 ai presunti casi di incompatibilità, come quello del sottoscritto, o di Tinacci, o dell’assessore Valentina Mancini che poi si è dimessa per questioni analoghe a quelle di Biliotti, non ha mai ritenuto opportuno prestare la stessa attenzione su questo caso – spiega Felicioni -. Tali comportamenti danno adito a chiunque di farsi un’idea negativa della pubblica amministrazione e della politica che la gestisce».

Tornando al caso Biliotti, il consigliere Felicioni rincara la dose: «E’ di primaria importanza che il caso sia circoscritto in modo esaustivo, perché se confermata l’incompatibilità potrebbe portare ad invalidare gli atti amministrativi. Oltretutto nel caso della Peep Pizzetti, che riguarda direttamente Biliotti, stiamo parlando di atti che stanno mettendo ingiustamente in ginocchio l’economia di circa 400 famiglie, oltreché, sotto il profilo del diretto, tutti noi cittadini innocenti di quel debito fuori bilancio fatto riconoscere il 16 novembre dal consiglio comunale».

Gli ulteriori sviluppi della vicenda, con molta probabilità spingeranno la lista Grosseto oggi per la sua identità ad approfondire il caso. «Visto che comunque anche nel parere legale non c’è esplicita chiarezza, chiederemo formalmente che lo stesso parere possa essere integrato di un giudizio legale di merito sul caso specifico di Biliotti, riguardo il Peep Pizzetti, ma anche in merito alla partecipazione alla votazione del regolamento urbanistico comunale – conclude Felicioni -. Al tempo stesso verrà trasferito l’attuale parere legale comunale alla Procura della Repubblica, perché possa essere fatta chiarezza e definita la questione».

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