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«Il Comune taglia il sociale. Dimezzati i contributi per gli affitti» La denuncia dell’opposzione

GROSSETO – Sono stati dimezzati i contributi ai canoni di affitto per il comune di Grosseto. La cifra stanziata passerà da un milione di euro a meno di 600 mila. La notizia viene da alcuni consiglieri di opposizione, Giacomo Cerboni, Mario Lolini, Riccardo Megale, Claudio Pacella e Andrea Ulmi.

Lo scorso anno, a beneficiare dei contributi sono state circa 750 famiglie delle mille che hanno fatto richiesta. I contributi vengono erogati per l’anno precedente, quindi nel 2015 sono stati erogati quelli sui canoni del 2014, e nel 2016 avrebbero dovuto essere erogati quelli per quanto pagato nel 2015 (per la graduatoria completa degli aventi diritto clicca QUI) .

«Il Comune invece dei 400 mila euro ne ha stanziati 220, di conseguenza anche la Regione, ha dimezzato il proprio contributo da 600 mila a 306 mila. A questi si aggiungono altri 38 mila che vengono sempre dalla Regione Toscana – prosegue Cerboni -. Lo riteniamo grave perché questa scelta non deriva da una assenza di risorse. Il comune di Grosseto ha semplicemente messo a bilancio la metà rispetto allo scorso anno e siccome quanto stanziato dalla Regione seguiva un sistema proporzionale ma anche premiale, vista l’alta cifra stanziata dal Comune di Grosseto, anche quella è stata dimezzata».

Il rischio, secondo i consiglieri di opposizione, è che neppure le 627 persone che rientrano in fascia A ottengano il contributo ricevuto gli scorsi anni. Ora c’è da capire se tutti coloro che rientrano nella prima fascia otterrano un contributo, magari inferiore, o se le cifre resteranno come gli scorsi anni e i contributi andranno solo ai primi classificati.

«Gli scorsi anni il contributo era di circa 1600 euro per la fascia A che veniva esaurita e poi si veniva intaccata la fascia B. Il contributo ha una incidenza del 14% rispetto al canone di affitto. Questo è un vero e proprio schiaffo alle politiche sociali di questa città. Chi si è vantato di avere un tesoretto che rendeva il bilancio solido rispetto al passato e che l’attenzione per le politiche sociali restava alta non ha detto il vero».

Mario Lolini ha ricordato come in passato avesse chiesto di cambiare alcuni requisiti, come l’anzianità di residenza sul territorio comunale o il carico familiare «Anche perché su 500 nomi 180 sono stranieri».

«Questo contributo era una iniziativa importante – precisa Riccardo Megale – perché non rientra nell’edilizia sociale, ma aiuta persone che lavorano e che hanno bisogno di una mano, o giovani coppie che magari con il contributo riuscivano a coprire quattro o cinque mensilità. Era diventata una consuetudine, sarebbe bene che quando ci sono cambiamenti così importanti la cittadinanza venisse informata e non far piovere dal cielo provvedimenti come questo».

 

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