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Condominio virtuoso: ecco i premi per autogestioni e spazi verdi

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GROSSETO – L’Edilizia Provinciale Grossetana spa ha promosso, quest’anno, due concorsi dedicati esclusivamente agli assegnatari di ERP, entrambi alla loro seconda edizione. Si intitolano “Il Condominio ERP PIU” che premia il condominio e l’autogestione più virtuosi e “Ci vuole un fiore… 2015” che attribuisce un riconoscimento, una targa in ceramica dipinta a mano, all’assegnatario che ha realizzato il miglior allestimento del balcone e il condominio che ha realizzato lo spazio verde comune più bello.

Le due iniziative hanno come principale obiettivo quello di promuovere una nuova cultura dell’abitare, stimolare buone relazioni di vicinato, incentivare la buona tenuta degli alloggi e delle parti comuni dell’edificio, insomma cercare di rigenerare benessere nei contesti abitativi che gestiamo. Nel contempo vuole sviluppare un sentimento di responsabilità diffusa che si concretizza nel rispetto e nel prendersi cura del bene comune, della casa assegnata e dell’edificio in cui si vive. Una nuova cultura dell’abitare significa far passare, innanzitutto, il concetto che la casa non deve essere soltanto un luogo di ricovero, dove dormire e mangiare, ma anche un luogo dove vivere con serenità e con decoro, rispettando i vicini e i propri obblighi riguardo il pagamento del canone e delle quote condominiali. Rispettare i luoghi dove abitiamo migliora la qualità della vita di tutti.

Essere un condominio virtuoso significa avere il bilancio in ordine e le quote condominiali corrisposte, gli spazi comuni meglio mantenuti e un clima condominiale sereno e di collaborazione. Sono stati questi i quattro parametri di riferimento con cui abbiamo selezionato, in tutto il territorio provinciale, il miglior Condominio ERP e la migliore Autogestione. Il premio. Anche questa una targa, consegnata ai condomini di via Leoncavallo n. 11 a/b, a Grosseto, amministrato da Daniela Pieraccini a Grosseto, e a quelli di via XX settembre n. 45 d/e, a Scansano, di cui cura l’amministrazione il Matteo Ceriola, ha un valore simbolico, ma certifica anche la qualità del buon vivere pur nella diversità di usi, abitudini, nazione di provenienza, stile di vita e cultura.

Lo stesso vale per le due targhe consegnate nell’ambito del concorso “Ci vuole un fiore… 2015”. In questo caso hanno vinto per il migliore allestimento del balcone i signori Brunilde Dume e Marcello Soldati, che abitano al numero 15 di via Silvano Guidoni, in località Stiacciole (l’amministratore del condominio è Andrea Nanni) e per il miglior allestimento dello spazio verde comune il condominio di via Cipro n. 8-10 (l’amministratore del condominio è Simone Forte). Curare l’aspetto esterno del palazzo e del giardino è anche questo indice di miglioramento della qualità della vita. Il linguaggio dei fiori ingentilisce gli animi disponendoli al dialogo e lavorare ad un progetto comune favorisce un modello di cittadinanza attiva e solidale.

«Queste iniziative promosse dall’Epg trovano il sostegno incondizionato dell’amministrazione comunale di Grosseto – ha detto l’assessore alle Politiche sociali e abitative, Antonella Goretti -. Sono progetti che incentivano non solo la cura del bene proprio e del bene comune, ma anche le buone relazioni tra condomini. Avere a cuore l’appartamento in cui si abita, anche se solo per un periodo, significa dare valore alla qualità della vita e alla quotidianità fatta di piccoli dettagli. Ben vengano quindi progetti mirati, che siano da stimolo anche per coltivare il senso del buon vicinato».

«Entrambe le iniziative, che mi auguro possano proseguire anche in futuro, hanno come scopo principale quello di promuovere una nuova cultura dell’abitare, stimolare buone relazioni di vicinato, incentivare la buona tenuta degli alloggi e delle parti comuni dell’edificio – ha aggiunto il presidente dell’Epg, Sergio Stefanelli -, insomma cercare di rigenerare benessere nei contesti abitativi che gestiamo. Nel contempo vuole sviluppare un sentimento di responsabilità diffusa che si concretizza nel rispetto e nel prendersi cura del bene comune, della casa assegnata e dell’edificio in cui si vive. Una nuova cultura dell’abitare significa far passare, innanzitutto, il concetto che la casa non deve essere soltanto un luogo di ricovero, dove dormire e mangiare, ma anche un luogo dove vivere con serenità e con decoro, rispettando i vicini. Rispettare i luoghi dove abitiamo migliora la qualità della vita di tutti».

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