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«Vi racconto Parigi». Al Bataclan, dove è morta una generazione fotogallery

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PARIGI – L’ormai tristemente noto XI Arrondissement di Parigi, copre una vasta area nella zona nord – est della capitale francese, si sviluppa nella fascia intermedia tra la periferia nord (S. Denis) e le zone centrali tra il Marais e la Bastiglia. È li che in gennaio c’è stata la strage di Charlie ed è lì che il 13 novembre c’è stata l’apocalisse parigina ed è soprattutto lì che a Place de la Repubblique c’è il centro del dissenso e fino ad oggi credevo il centro del dolore.

Il Ba’ta Clan è un caffè-teatro di origini ottocentesche, è in Boulevard Voltaire a poche decine di metri da la Repubblique e dalla Sede di Charlie, oggi quel che resta del teatro, è metà di un incessante pellegrinaggio, nonostante la struttura è impenetrabile anche visivamente.

L’attenzione di chi arriva, agli innumerevoli attestati di cordoglio (ceri e candele, lettere, foto e fiori, bandiere e peluche) c’è il tristemente celebre vicolo laterale dove nei filmati del momento alcuni ragazzi hanno cercato scampo aggrappandosi alle balaustre di alcune finestre, ebbene quei parapetti, quelle finestre sono situate almeno al terzo piano dell’edificio, un altezza che ad un eventuale salto non avrebbe lasciato scampo.

lLeffetto della visita di oggi è stato particolare, il Ba’ta Clan è posto su Boulevard Voltaire un vi alone molto trafficato, ma in quel l’incrocio dove nella parte opposta del vecchio teatro vi è una lunga recinzione di un area verde, completamente rivestita di fiori e altro, si percepisce solo silenzio, un silenzio innaturale come se le auto in transito di fronte alla testimonianza della tragedia, abbassassero il volume del motore in segno di rispetto.

Un poliziotto municipale, mi vede scosso, ha letto nel mio inseparabile Parka le toppe da vespista, è di origine italiana, mi sconsiglia di visitare gli altri luoghi: ” li- mi dice- si respira l’odore del sangue, qui prevale il cordoglio e la preghiera” lo ringrazio e seguo il suo consiglio…

Finalmente nel pomeriggio mi reco nella mia Place de Tertre a Montmartre: salendo per Rue Lepic, rivedo finalmente la “mia” Parigi, uomini e donne che camminano velocemente per fare le loro cose oppure fermarsi a bere un caffè nei numerosi locali che si affacciano sulla via, loro non hanno tempo di fermarsi e pensare alla paura…Montmartre è un mondo a parte, durante l’assedio Prussiano del 1860, l’intera città trovo rifugio qui e qui ebbe vita la Comune di Parigi che si oppose all’imperatore Napoleone III;

Montmartre è il colle del martirio di S. Denis e dei suoi confratelli, è il luogo degli artisti, il luogo magico e godereccio di Parigi ma anche quello del miracolo nella seconda guerra mondiale , quando il Sacro Cuore colmo di parigini in cerca di riparo fu miracolato e neanche sfiorato dalle numerose bombe gettate sulla chiesa.

Ad oggi sembra che ancora una volta i parigini specialmente cerchino la loro normalità natalizia sulla Butte: Rue Lepic, Place des Abesses e i luoghi lì intorno pullulano di parigini e turisti, mentre su in cima in Place de Tertre gli artisti di strad e i ritrattisti non ci sono, al loro posto solo squadre di militari.

Nel contrasto e nella contraddizione si vive così ora a Parigi.

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