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Produzioni e qualità: «Per l’olio dobbiamo fare lo stesso percorso del vino»

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GROSSETO – Partecipazione compatta degli operatori della filiera olivicola, giovedì pomeriggio, al seminario “Oro d’Oliva, le azioni per lo sviluppo, la tutela e l’innovazione della filiera olivicola italiana”, organizzato alla Fondazione Il Sole dall’’On Luca Sani, presidente della XIII Commissione agricoltura della Camera.

«Rispetto al futuro della filiera olivicola – ha detto l’on Luca Sani – dobbiamo partire dai numeri. In Italia si consumano circa 600.000 tonnellate di olio d’oliva all’anno, e se ne esportano più o meno altre 700.000. La nostra produzione nazionale oscilla intorno alle 400.000 tonnellate, per cui c’è un gap produttivo di circa un milione di tonnellate che viene coperto dall’importazione di prodotto. È quindi del tutto evidente che esistono amplissimi margini per incrementare la produzione e creare valore aggiunto per l’intera filiera nazionale. Così come che la provincia di Grosseto con una media di circa 220.000 quintali di olive, equivalenti a oltre 30.000 quintali d’olio, e 2.200.000 piante produttive su 18.000 ettari di superficie, ha le carte in regola per giocare un ruolo da protagonista puntando sulle sue produzioni tipiche.

Per ottenere questo risultato il recente Piano olivicolo nazionale ha impegnato risorse dedicate, con l’obiettivo nel medio periodo di incrementare del 30% la produzione nazionale. Va da se che oltre ai nuovi impianti, per garantire reddito agli agricoltori bisogna puntare sulle cultivar autoctone e distinguere le produzioni di qualità da tutto il resto, battendo su trasparenza dell’etichettatura, educazione dei consumatori e contrasto alle frodi. Le certificazioni europee Dop e Igp, in questo senso, sono solo un pezzo della possibile strategia di qualificazione dell’offerta. Detto in altre parole, con la filiera olivicola bisogna in breve tempo fare lo stesso percorso virtuoso già compiuto dal comparto vitivinicolo. L’olio extravergine è un pezzo determinante del nostro agroalimentare, che ha registrato progressi significativi. Anche in questo caso parlano i numeri: 30 mld il nostro export nel 2014, 36 previsti a fine 2015 e un obiettivo di 50 mld nel 2020».

«Per rilanciare il settore – ha sottolineato l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi nel suo intervento – occorre agire su più fronti, sostenere l’olivicoltura a valenza ambientale e aumentare la competitività del settore, sia attraverso un contenimento dei costi che tramite la valorizzazione dei prodotti. Rafforzando anche le attività di controllo da parte degli organismi competenti, al fine di contrastare l’illegalità ed eliminare dal mercato i prodotti irregolari. Accanto a tutto questo è necessaria una costante e mirata attività di ricerca, sperimentazione e di trasferimento delle conoscenze».

L’assessore ha inoltre illustrato le principali linee di intervento della Regione, anche grazie al programma di Sviluppo Rurale 2014-2020, a sostegno del settore olivicolo e della produzione di olio extravergine di oliva in Toscana. «Dobbiamo – ha aggiunto Remaschi – lavorare in sinergia in modo da valorizzare il prodotto toscano e garantire il giusto reddito ai produttori, tutelando e sostenendo la funzione ambientale e paesaggistica dell’olivo, soprattutto dell’olivicoltura tradizionale ed eroica». Il modello di riferimento, anche per il settore oleario.

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