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Il monumento restaurato: ecco la nuova ancora del cippo in memoria di Madoni

Questa mattina è stata scoperta la nuova ancora in sostituzione di quella rubata nel 2014

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GROSSETO – È stato risistemato il monumento in memoria di Leonardo Madoni. Con una cerimonia alla presenza del sindaco Emilio Bonifazi e delle altre autorità civili, militari e religiose cittadine, questa mattina in via Etiopia è stata infatti scoperta la nuova ancora in sostituzione di quella rubata oltre un anno fa.
A promuovere l’iniziativa l’Unione nazionale ufficiali in congedo d’Italia che, insieme al Comune di Grosseto, ha sollecitato con successo il Ministero della Difesa per avere una nuova ancora da sistemare di nuovo a ornamento del cippo.

Il monumento, inaugurato nel 2007, è stato realizzato per ricordare il sotto tenente di vascello di complemento, Leonardo Madoni, morto durante un volo di esplorazione nel corso della Seconda guerra mondiale e, per questo, medaglia d’oro al valor militare alla memoria con la seguente motivazione:

“Abilissimo, valoroso ed intrepido ufficiale osservatore, partecipava con oltre 400 ore di volo a numerosissime rischiose missioni belliche alturiere per la ricerca di navi nemiche. Durante un’esplorazione a grande distanza dalla base, il suo velivolo veniva improvvisamente attaccato da un aereo nemico e costretto all’ammaraggio con i comandi tranciati. Colpito, fin dalla prima raffica, alla testa, alla gola e alla spalla, nonostante il dolore lancinante e la perdita di sangue generoso dalle multiple ferite, organizzava la difesa contro il nemico che dall’altro per un’ora intera mitragliava il velivolo, oramai inerme sul mare. Sotto le incessanti raffiche, con serena fermezza ed altissimo senso del dovere, conscio che le forze lo avrebbero presto abbandonato, suggeriva al marconista le riparazioni da fare all’apparecchio radio per chiedere soccorsi e determinava sulla carta il punto. Poi, mentre il velivolo affondava, e soltanto dopo che tutto l’equipaggio si era imbarcato, consentiva a farsi trasportare sul battellino di salvataggio. Durante dieci lunghe penose ore passate in mare in attesa di soccorsi, il suo contegno sereno e fiducioso nella comune salvezza infondeva fede e conforto in tutti i suoi uomini. Trasportato alla base da un aereo di soccorso, decedeva dopo poche ore, pago di aver compiuto il suo dovere verso la Patria e di essere riuscito col suo ultimo eroico sforzo di volontà, ad assicurare la salvezza degli uomini a lui affidati. Sublime esempio delle più alte virtù di comandante e di soldato, profondamente intese e virilmente dimostrate con l’estremo sacrificio. Cielo del Mediterraneo, giugno 1940 – 26 settembre 1941”.

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