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Contro la riforma della sanità Sabatini incita i sindaci Pd a «Combattere assieme»

GROSSETO – «Mi pare che sul tema della sanità toscana ci sia un po’ di confusione rispetto alla vera situazione locale grossetana ed al suo futuro con la controriforma del sistema regionale». Lo afferma, in una lunga nota, il coordinatore provinciale di Sel Marco Sabatini.

«Nel dicembre 2012 la Regione Toscana vara una delibera (la 1235) dove vengono elencati i progetti di riordino della sanità regionale. Tra questi: taglio alle postazioni del 118 sostituendo, ad esempio, i medici con dei volontari abilitati all’uso del defibrillatore, riduzione dei posti letto da 3,7 a 3,1 ogni 100.000 abitanti, riduzione delle “specializzazioni” ospedaliere alle periferie, ed accentramento verso ospedali a carattere provinciale e regionale, per non parlare dei laboratori dove (e si è cominciato già a farlo) – prosegue Sabatini – si decide di togliere professionalità degli operatori e tecnologia all’avanguardia, sostituendola con kit simili a quello della glicemia dei diabetici».

«In realtà la 1235 parla anche di altre cose di cui però a partire dal governatore Rossi, nessuno più parla . puntualizza Sel -. Ad esempio il successo della sanità di iniziativa con il Chronic Care Model, rivolto agli anziani (ricordiamo che la provincia di Grosseto ha l’indice di anzianità più elevato fra tutte le province toscane) che ha dimostrato di ridurre del 18% la mortalità nel caso di scompenso cardiaco. O ancora la programmazione riguardante le Unità di Cure Complesse Primarie che avrebbe visto diverse figure professionali all’interno delle case della salute arricchendo così le periferie. Tutto ignorato».

«Dopo questo scempio che di fatto ha impoverito un territorio come quello grossetano, che in realtà ha proprio bisogno di programmazione territoriale, ecco che arriva la mazzata nel maggio di quest’anno: la Legge Regionale 28. Una legge che disegna una nuova impalcatura istituzionale in un ottica di puro efficientismo economico-finanziario – continua la nota -. Una impalcatura profondamente autoritaria volta a gestire il sistema attraverso l’accentramento della programmazione nelle mani di tre super manager di Area Vasta, in una catena di comando con a capo il Presidente della Giunta Regionale Toscana, che decideranno delle politiche sanitarie e sociosanitarie di questa Regione».

«I sindaci e i territori, sopratutto i piccoli comuni, non conteranno più nulla e saranno impotenti di fronte ad una nuova ondata di tagli e ridimensionamento dei servizi territoriali (presidi distrettuali, centri prelievi, consultori, ecc.) ed ospedalieri (piccoli ospedali, posti letto, specialistiche, pronti soccorso, ecc.). Contro questa legge nasce spontaneamente un movimento con associazioni e partiti che, per arrivare al Referendum abrogativo, doveva raccogliere 40.000 mila firme in 6 mesi ed invece ha raggiunto quota 55.000 in 60 giorni. Tutto ciò evidentemente preoccupa qualcuno e quindi viene varata dalla Giunta Regionale una Proposta di Legge che porta un altro numero, il 33, che ricalca pari pari la Legge 28, che nel frattempo – ricorda Sabatini – viene abrogata proprio per impedire lo svolgersi del referendum».

«Le proteste delle opposizioni, con in testa i consiglieri di Sì Toscana a Sinistra, sono forti anche perché il Consiglio viene completamente svuotato della sua funzione: la discussione in aula. Viene infatti concesso ai cittadini di inviare correttivi via email in pochi giorni e non viene di fatto lasciato ai consiglieri tempo per gli emendamenti. Oltre che in aula una Riforma di questa portata viene calendarizzata per il voto al 15 Dicembre, in un solo unico giorno. Ora la segreteria provinciale del PD, attraverso le parole di Luigi Bellumori apparse sulla stampa, usa il tema della robotica per iniziare a criticare di fatto la sanità toscana. Bene, anche se oltre alla robotica crediamo che quello che interessa ai cittadini maremmani sono i servizi di primo e secondo livello: ambulanze, ambulatori decentralizzati (la salute alla porta del cittadino), incentivi ai fondi per la non autosufficienza e al sociale, difesa dei laboratori (invece del tour delle provette) e delle terapie intensive.
A questo punto concludo facendo una proposta a Bellumori ed al PD maremmano: non sacrificate la sanità grossetana per gli ordini di partito a livello fiorentino, combattiamo insieme – incita Sabatini – appoggiando il referendum per abrogare la nuova legge e per ricostruire una sanità pubblica e per tutti».

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