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Unione dei comuni: l’Amiata ci prova, la Regione aiuta con 160 mila euro

FIRENZE – La Toscana ‘dei campanili’ guarda al futuro e svolta verso la pianificazione territoriale di area vasta, così come previsto dalla nuova legge regionale per il governo del territorio (la numero 65/2014). Il primo passo viene fatto da sei Unioni dei Comuni, che hanno condiviso con la Regione Toscana un percorso sperimentale che li porterà a redigere, adottare ed approvare dei Piani strutturali validi per l’intera area dell’Unione nell’arco dei prossimi 5 anni: sei piani intercomunali sostituiranno gli attuali 49 piani comunali.

“Questo – spiega l’assessore regionale all’urbanistica Vincenzo Ceccarelli – è l’inizio di una programmazione urbanistica nuova, condivisa e dallo sguardo più ampio. Che parte dall’idea di organizzare un territorio nel suo complesso, superando le differenze e i conflitti che spesso si trovano anche in Comuni limitrofi. Si tratta di uno strumento prezioso anche per imprese e cittadini, che avranno davanti un quadro di programmazione più omogeneo, dunque più semplicità e meno contraddizioni”.

“La Regione – ha aggiunto Ceccarelli – sta lavorando sia per la semplificazione delle norme, sia per la tutela del territorio. Riteniamo che la programmazione territoriale di area vasta, o comunque sovracomunale, sia uno strumento importantissimo per raggiungere questi risultati e per questo abbiamo deciso di avviare questo progetto sperimentale con le amministrazioni che si sono dette disponibili ad affrontare questo cambiamento”.

Il percorso sperimentale presentato oggi dalla Regione Toscana e dalle sei Unioni (o Associazioni) di Comuni impegna le amministrazioni comunali a redigere il nuovo piano strutturale intercomunale entro 5 anni, ma allo stesso tempo destina loro una somma complessiva di 1.300.000 euro.

In provincia di Grosseto l’Unione dei comuni interessata è quella dei comuni amiatini di cui fanno parte Arcidosso, Castell’Azzara, Cinigiano, Roccalbegna, Santa Fiora, Seggiano, Semproniano, Castel del Piano.

In base all’Accordo ciascuna Unione comunale riceverà dalla Regione:

  • 20.000 euro a supporto dei processi partecipativi e di comunicazione relativi al nuovo piano strutturale intercomunale;
  • 30.000 euro a supporto del procedimento di Vas;
  • 70.000 euro (più il 10% degli eventuali costi eccedenti) per supportare l’attività generale dell’Ufficio di Piano intercomunale, che sarà costituito per redigere il Piano e potrà avvalersi di consulenze specialistiche;
  • 40.000 euro (più il 15% degli eventuali costi eccedenti) per l’aggiornamneto dei quadri conoscitivi intercomunali (indagini sismiche, geologiche, idrauliche, agronomiche e forestali, sulla mobilità e sulle infrastrutture);
  • una quota ulteriore che sarà commisurata al numero dei Comuni che aderiscono all’Unione/associazione.

Se dopo 5 anni dalla firma dell’Accordo l’Unione/associazione, dei Comuni non avrà approvato il piano strutturale intercomunale, il finanziamento regionale sarà revocato.

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