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Giulianotti «Il nuovo robot deve arrivare a Grosseto». È polemica sul futuro della Chirurgia robotica foto

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GROSSETO – «Se si vuol fare una programmazione regionale per la tecnologia robotica si devono scegliere della priorità che non si basino sul potere accademico o sul far la voce grossa, ma sul merito: i chirurghi non vanno ad Arezzo o Pisa a Formarsi, ma qui. Per questo bisogna aggiornare la scuola di robotica di Grosseto che è leader mondiale in questo settore». Ne è convinto il professor Pier Cristoforo Giulianotti, papà della robotica maremmana, che così risponde sul mancato arrivo a Grosseto del nuovo macchinario “Da Vinci”, già presente però in altre realtà (Pisa e Firenze), ma non a Grosseto.

Una riflessione che non è piaciuta al commissario di area vasta della Asl Enrico Desideri, che ha sottolineato come, in realtà «Qui c’è gente che sa lavorare insieme. Chi ha un ruolo di dirigenza sa che deve rispettare i professionisti. E i professionisti di area vasta hanno una visione molto chiara, sanno mettersi d’accordo e lavorare insieme». Insomma, secondo Desideri non c’è il rischio di personalismi, che porterebbero i nuovi macchinari, magari, ad Arezzo lasciando all’asciutto Grosseto. «A Gennaio si riunirà il dipartimento interaziendale dell’area chirurgica che prevede ruolo preciso nella programmazione da parte dei professionisti. Sono certo che si accorderanno, e da lì nasce il nostro progetto di innovazione»

Desideri ragiona però più in un’ottica di area vasta «Abbiamo più centri di robotica, dobbiamo costituire il dipartimento e affidare a loro il compito di indicare la progressività. Stare dentro ad un’ottica di area vasta aumenterà le opportunità anche per la scuola di robotica. Sostenere il costo di una scuola per un bilancio di area vasta (che di fatto triplica il bilancio della singola azienda) è infatti più semplice».

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Lo scambio di vedute è avvenuto a margine della presentazione del nuovo corso internazionale di chirurgia robotica che ha visto la presenza di 34 chirurghi da tutto il mondo ad imparare proprio la tecnica che ha reso celebre la scuola maremmana. Si tratta di medici provenienti da tutto il mondo, da Singapore, dalla Turchia, dalla Russia, dall’Olanda, dalla Germania e da molte regioni italiane; per la gran parte sono primari e direttori di dipartimento nelle strutture di provenienza. Quella di Grosseto è l’unica scuola in Italia e in Europa, gestita da una struttura pubblica, la Asl di Grosseto, riconosciuta dalla Associazione chirurghi ospedalieri italiani (Acoi), dove è possibile fare training in laboratorio con un robot, il “Da Vinci SIHD Dual Consolle” (lo stesso usato in sala operatoria a Grosseto), seguire gli interventi eseguiti al Misericordia e in altri ospedali del mondo, collegati in videoconferenza. In poco più di 10 anni di attività didattica a Grosseto si sono formati oltre 700 chirurghi provenienti da 27 Paesi del mondo, che hanno avuto l’opportunità di seguire le lezioni dei massimi esperti mondiali di Robotica.

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La Chirurgia robotica a Grosseto
La Chirurgia robotica è un’eccellenza che la Asl 9 di Grosseto vanta dal 2000, quando il professor Pier Cristoforo Giulianotti ha iniziato ad utilizzare il robot negli interventi di Chirurgia generale proprio all’ospedale di Grosseto. Negli anni, il Misericordia è diventato un centro di eccellenza per la Robotica e un polo di formazione internazionale. La casistica degli interventi eseguiti a Grosseto con il robot, dal 2000 a oggi, è di oltre 1400 procedure. Attualmente ne vengono effettuate circa 200 all’anno, con rigidissimi criteri di appropriatezza.

Gli interventi di robotica vengono eseguiti su esofago, stomaco, fegato, pancreas, colon-retto, distretto endocrino, con risultati clinici eccellenti per la riduzione del dolore, della degenza postoperatoria, delle complicanze postchirurgiche e per il rapido recupero funzionale del paziente.

L’eredità di Giulianotti è stata raccolta dal suo allievo, il dottor Andrea Coratti, che fino ad aprile 2014 è stato responsabile dell’Area Funzionale Chirurgica dell’ospedale di Grosseto, nonché coordinatore della Scuola di Robotica.

Al posto di Coratti, che nella primavera del 2014 si è trasferito a Careggi, a ottobre 2014 la Asl 9 ha nominato il dottor aolo Pietro Bianchi (specializzato in Chirurgia generale e dell’apparato digerente, Endoscopia digestiva chirurgica), che ha alle spalle una lunga esperienza nella Chirurgia robotica e laparoscopica, nonché precedenti collaborazioni con Grosseto; in particolare proprio con Coratti, per interventi realizzati con il robot all’Istituto Europeo di Oncologia (IEO) di Milano, dove Bianchi ha prestato servizio dal 2007, nonché per la docenza alla Scuola internazionale di Robotica di Grosseto, fin dal 2009.

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La scuola internazionale di Robotica (www.roboticschool.it/)
La Scuola internazionale di Chirurgia robotica di Grosseto, fondata da Pier Cristoforo Giulianotti, ha avviato la propria attività in sala operatoria nel 2003. Dall’anno successivo, ha a disposizione un robot dedicato alla didattica, utilizzato per simulare gli interventi. Dall’inizio dell’attività ad oggi, ha formato oltre 800 chirurghi (provenienti da 27 nazioni in tutto il mondo), grazie al team del Misericordia e alla collaborazione con altri Centri italiani e stranieri. Il Polo grossetano è, infatti, sede della Scuola speciale di Robotica dell’Associazione Chirurghi Ospedalieri Italiani (ACOI) e, negli anni, si sono avvicendati in cattedra al Misericordia tra i più illustri esperti al mondo in questa tecnica.

Nel 2011, in occasione del Corso avanzato di Robotica, la scuola di Grosseto si è resa protagonista di una importante novità: la sperimentazione del progetto di Clinical Virtual University, con il primo “live-straeaming” mondiale degli interventi di Robotica eseguiti a Grosseto e nelle sale operatorie delle strutture internazionali che avevano aderito al corso.

Nel 2012, la Scuola è stata la prima in Europa a mandare in onda interventi interamente registrati in 3D; a oggi la video-libreria ha più di 14 interventi registrati in 3D di varie procedure.

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