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Firmato il protocollo d’intesa: il microcredito in aiuto all’agricoltura sostenibile nel Mediterraneo

GROSSETO – Un protocollo di intesa che fa del microcredito la pratica privilegiata per sostenere l’agricoltura sostenibile nei Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. Lo hanno firmato Coopermondo, la ONG di Confcooperative impegnata in progetti di cooperazione che promuovono il modello cooperativo italiano nel mondo, e il CIHEAM di Bari, il centro Internazionale di Alti Studi Agronomici del Mediterraneo: l’intesa, siglata alla presenza di Giampaolo Cantini, DG della Direzione Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI), si inserisce coerentemente all’interno delle priorità della cooperazione allo sviluppo italiana con la programmazione triennale approvata lo scorso luglio.

La firma è avvenuta durante l’incontro dal titolo “Credito e sovranità agroalimentare. Microcredito come leva per lo sviluppo della cooperazione agroalimentare nel mediterraneo”, organizzato da Coopermondo e CIHEAM, in partnership con la Banca di Credito Cooperativo (BCC) della Maremma, sabato 28 novembre presso il Granaio Lorenese alla tenuta di Alberese (Grosseto).

Al seminario hanno partecipato Giuliano Amato, giudice della Corte Costituzionale e già presidente del Consiglio dei Ministri; Gianni Bonini, vice chairman del CIHEAM; Francesco Carri, presidente di Coopermondo – Confcooperative; Rodolfo Cetoloni, vescovo di Grosseto; Giampaolo Cantini, direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale; Cosimo Lacirignola, segretario Generale CIHEAM; Danilo Salerno, direttore di Coopermondo – Confcooperative; Giuseppe (Bepi) Tonello, presidente di BanCodesarrollo e direttore generale del Fondo ecuadoriano populorum progressio FEPP.

«Gli attacchi terroristici di Parigi mirano a destabilizzare il Mediterraneo su cui l’idea stessa di Europa è nata e senza il quale sarebbe un continente cieco”, ha esordito Gianni Bonini, vice Chairman del CIHEAM, aprendo il seminario. “Le relazioni euro mediterranee sono sottoposte ad una pressione senza precedenti nella storia contemporanea, strette tra la mancata transizione politica delle cosiddette primavere arabe e la crisi russo-ucraina ad est. Solidarietà e fermezza sono il livello minimo di iniziativa politica a cui siamo obbligati ma occorre fare di più e meglio, soprattutto per ristabilire le basi economiche e sociali della pace e della prosperità nell’area mediterranea”.

“La cooperazione allo sviluppo – ha dichiarato il presidente di Coopermondo, Francesco Carri -, rappresenta uno degli strumenti su cui dobbiamo investire richiedendo ai governi ed alla società europea uno sforzo più massiccio e convinto che miri a esaltare quello spirito di dialogo e di reciproco riconoscimento che è il sale della koinè del Mediterraneo. Dare credito significa dare fiducia: il micro-credito, affiancato a una responsabilizzazione e a educazione finanziaria, può essere una leva importante per far crescere la micro-agricoltura locale”.

Dal canto suo il direttore Generale della Cooperazione allo Sviluppo del Maeci ha sottolineato che “l’esperienza della collaborazione nel Mediterraneo in materia di agricoltura sostenibile, sicurezza alimentare e microcredito, oggetto dell’intesa firmata oggi fra Coopermondo e CIHEAM, costituisce un modello che intendiamo proporre a livello globale, nel quadro dell’impegno volto alla realizzazione dell’Agenda 2030”.

Giuseppe (Bepi) Tonello, presidente di banCodesarrollo, ha raccontato la storia e l’esperienza della banca che presiede, del Fondo Ecuadoriano Popolorum Progressio (Fepp) e del progetto di Microfinanza Campesina che, da oltre 13 anni, vede il credito cooperativo a fianco della realtà Ecuadoriana. “Ci sono donne povere che riescono a risparmiare un dollaro al mese. Sono persone che prendono in mano il loro futuro e lo trasformano. E’ necessario investire in umanità. Perché con intelligenza, sudore e amore riusciremo a cambiare il nostro Paese. E intelligenza economica vuol dire anche puntare sulla finanza popolare”.

I progetti di Coopermondo e Federcasse – Banche di Credito Cooperativo

Microfinanza campesina in Ecuador. Avviato nel 2002 e basato su elementi quali reciprocità, partecipazione, scambio di risorse, formazione, il progetto è basato sulla collaborazione diretta tra il Credito Cooperativo italiano e banCodesarrollo (emanazione diretta del FEPP, il Fondo Ecuatoriano Popolorum Progressio) per lo sviluppo della finanza popolare in Ecuador. Negli ultimi 13 anni, oltre 220 Banche di Credito Cooperativo (BCC) hanno messo a disposizione di banCodesarrollo un plafond di oltre 50 milioni di dollari per finanziamenti a condizioni agevolate, a beneficio di migliaia di famiglie di campesinos e delle attività a loro collegate. Altre risorse a tasso agevolato sono state messe a disposizione del FEPP, raggiungendo nel tempo un totale di circa 5 milioni di dollari, che sono serviti per la costruzione delle sedi di alcune casse rurali, per l’acquisto di certificati di partecipazione al capitale di Codesarrollo, per il rafforzamento delle imprese che fanno parte del Gruppo Sociale FEPP.

Finanziamenti all’agricoltura in Togo. Uno scambio di competenze e di esperienze tra il movimento cooperativo italiano e le organizzazioni contadine e di microfinanza per lo sviluppo rurale in Togo, per favorire sicurezza e sovranità alimentare. È questo l’obiettivo principale del progetto pluriennale avviato da Coopermondo e da un pool di sei Banche di Credito Cooperativo. Fino a marzo 2015 sono state 60 le imprese agricole finanziate attraverso l’erogazione di micro-crediti; oltre 6.500 le persone che ne hanno beneficiato, direttamente o indirettamente, tra agricoltori e soci di cooperative agricole; quasi 500 gli esperti agricoli coinvolti nei percorsi di formazione per migliorare le competenze nella filiera alimentare.

Agricoop Colombia. Rafforzare la governance e la coesione sociale di associazioni e cooperative agricole della zona del Cauca, caratterizzata da un’alto tasso di instabilità dovuto alle conseguenze del post-conflitto. Questo l’obbiettivo principale del progetto pilota promosso da Coopermondo, in partnership con l’Istituto Italo – Latino Americano (IILA) e Confecoop Colombia (l’ente di rappresentanza del movimento cooperativo colombiano). Sono previste tre missioni operative per contribuire al rafforzamento della produttività e delle attività di circa 60 gruppi imprenditoriali solidali e cooperativi agricoli e di acquacoltura della regione del Cauca, territorio che soffre ancora le conseguenze di anni di conflitto armato.

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