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Lo sfogo di Fabrizio: «Alla gogna la mia disabilità. Preferivo essere non disabile e non partecipare»

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GAVORRANO – Ha affidato il suo sfogo e le sue parole al suo profilo Facebook. Fabrizio Tonini, che grazie ad una bando pubblico svolgerà attività di tirocinio al comune di Gavorrano, risponde alle polemiche di questi giorni raccontando un pezzo della sua vita.

L’opposizione ha accusato la giunta di Gavorrano di aver fatto un regalo a suo fratello, Daniele Tonini, assessore al bilancio, e aver costruito un bando ad hoc per lui. Sui social network in questi due giorni si è assistito ad una sorta di “lapidazione verbale” di Fabrizio, con tanto di accuse, a volte anche offese. E propio sul social network, che lui usa spesso, ha voluto dare una prima risposta rispetto a questa situazione (nella foto in alto l’assessore Daniele Tonni e il fratello Fabrizio al momento della laurea).

«Ci ho pensato molto prima di fare un intervento – ha scritto ieri sera Fabrizio Tonini (giovedì 26 novembre, ndr) -, non è stata una cosa leggera per me aprire i giornali questa mattina. Per colpire altri politicamente, qualcuno ha visto bene di esporre me e una mia disabilità fisica, alla gogna pubblica, senza preoccuparsi se dietro a un nome scritto su un giornale c’e una persona umana con un insieme di trascorsi privati, difficoltà, emarginazioni delle volte: è la prima volta che parlo pubblicamente di questo, non mi è mai piaciuto, ma adesso mi trovo costretto».

«Evidentemente coloro che hanno fatto ciò, e chi gli è andato dietro su questo social con commenti orribili, non sanno cosa significhi affrontare un percorso di vita, scolastico e infine universitario come il mio, con una sordità come la mia, a seguire lezioni in facoltà e dare esami al pari degli altri senza facilitazioni o richieste specifiche in virtù del mio problema, anche quando mi spettavano; cito solo un esempio semplice ma che forse rende l’idea: in facoltà eravamo in tanti, troppi per le aule in cui facevamo lezione, si faceva le corse per trovare posto in aula, metà restavano in piedi: mi sarebbe spettato un posto riservato a sedere davanti, non ne ho mai usufruito, per paura di emarginazioni quando altri venivano presto in facoltà per prendersi il posto davanti, e qualche volta mi è toccato pure stare dietro anche a costo di capire meno!».

«Questo perché ho deciso di condurre una vita come tutti gli altri, al costo di fare il doppio di fatica che potevo risparmiarmi, e prendere una laurea al pari degli altri, forse è una colpa. Ho fatto di tutto per laurearmi, nei tempi previsti e con i punteggi ottenuti, su una cosa che mi piaceva e riguardava Gavorrano, ho partecipato al bando con l’intento di fare qualcosa per la mia comunità e apprendere ulteriormente sul campo, non certo per togliere qualcosa ad altri disabili, e non sono affatto assunto a tempo indeterminato alla fine del tirocinio.
Avrei preferito non essere disabile e non avere possibilità di partecipare, ma la vita mi ha riservato altro».

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