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Innovazione e Sanità: la robotica a Grosseto fa scuola nel mondo

GROSSETO – Su una delle eccellenze della sanità maremmana interviene Marco Simiani, segretario provinciale del Pd.

«Il sistema Toscana ha riconosciuto da tempo la necessità di impegnarsi con determinazione e scegliere l’innovazione tecnologica, come driver per riqualificare la spesa sanitaria, aumentandone efficienza e produttività».

«Innovazione e razionalizzazione della spesa sono i due snodi su cui la sanità deve fare i conti e, in tal senso, Grosseto è un esempio positivo in Toscana».

«La coniugazione di queste due modalità di approccio alla riforma del sistema sanitario regionale hanno connotato il dibattito promosso dal Partito Democratico in provincia di Grosseto con una sottolineatura del valore rappresentato dalla chirurgia robotica che  nel futuro sarà sempre meno invasiva e l’utilizzo del robot per interventi ad alta complessità sarà sempre più lo standard negli ospedali. Dei 54 robot presenti in Italia, 8 sono in Toscana: 2 a Pisa, 2 a Firenze, 2 a Grosseto di cui 1 dedicato al training, 1 Siena ed uno ad Arezzo».

«Il Partito Democratico sottolinea l’importanza e il valore della scuola grossetana di chirurgia robotica. E’ un’eccellenza nazionale, unica scuola in Italia e in Europa, riconosciuta dall’Associazione chirurghi ospedalieri.  Dall’inizio dell’attività a oggi si sono formati a Grosseto oltre 600 chirurghi provenienti da tutto il mondo, grazie al team del Misericordia e alla collaborazione con altri Centri italiani e stranieri che hanno messo a disposizione la docenza dei maggiori esperti al mondo in questo campo. Proprio nei prossimi giorni saranno una trentina i  chirurghi provenienti da cinque Paesi del mondo che parteciperanno al corso avanzato di Chirurgia robotica con l’utilizzo del dispositivo “da Vinci SIHD Dual Consolle”».

«Il Partito Democratico ritiene che, nell’ambito della revisione del SSR, l’innovazione sia presidiare e da applicare in tutti gli ambiti delle strutture sanitarie da quello amministrativo a quello tecnologico, farmaceutico e organizzativo, senza pregiudizi e superando vincoli conservatori. Solo una coraggiosa e rapida azione così caratterizzata potrà offrire nel futuro garanzie di accessibilità e di forte  integrazione tra sociale e sanitario su tutti i territori e a tutta la comunità».

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