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Sanità, zone distretto: “Guardiamo al futuro con coraggio, l’obiettivo è rispondere alle esigenze della comunità”

GROSSETO – Il percorso di condivisione della riforma del sistema sanitario toscano avviato dall’assessore Saccardi e dal gruppo PD regionale sta proseguendo con incontri pubblici su tutto il territorio regionale e di sanità Leonardo Marras ha parlato anche con la giunta di Roccastrada in occasione dell’appuntamento de #laRegioneinComune di lunedì 16.

“Riorganizzazione è senza dubbio la parola chiave di questo mandato – spiega Leonardo Marras, capogruppo PD in Regione Toscana -. Saranno cinque anni in cui verrà ridisegnato l’assetto istituzionale della nostra Regione, cambierà la modalità di gestione e fruizione dei servizi, sarà rimodulato il rapporto tra istituzioni e cittadini. Si tratta di una necessità di cambiamento riconosciuta ormai a tutti i livelli e lo dimostra il dibattito pubblico che si arricchisce, continuamente, di nuovi elementi: sindaci, associazioni di categoria, rappresentati politici ogni giorno parlano di accorpamenti, fusioni, nuovi confini della gestione dei servizi. Così il ragionamento sui “nuovi distretti” riguarda tutte le politiche, non solo la sanità”.

“La riforma del sistema sanitario regionale – commenta Francesco Limatola, sindaco di Roccastrada -, ci spinge a fare una riflessione importante sui territori e sui confini delle diverse competenze. La questione centrale è: integrazione o mantenimento dello status attuale? Io sono per l’integrazione delle politiche, per la creazione di un ambito territoriale più vasto in cui si sviluppino attività e servizi. Compito di noi amministratori è, prima di tutto, valutare i bisogni di salute della comunità e in base a questi organizzare l’offerta socio sanitaria. Oggi le necessità che maggiormente si registrano sono quelle di cure primarie per fragilità, non autosufficienza, cronicità, alle quali si risponde con i servizi sul territorio. La Società della Salute è lo strumento con cui si integra l’assistenza sanitaria a quella sociale e attraverso il quale i Comuni esercitano la propria responsabilità, è un modello ormai collaudato con risultati positivi e sicuramente da replicare. Nel ragionamento sul riordino delle zone distretto, dunque, possiamo pensare anche di creare una sola, grande, Società della Salute, perché non è importante il numero di aree né la grandezza quando il raggiungimento dell’obiettivo principale: garantire la miglior risposta possibile alle esigenze socio sanitarie della comunità”.

“Con la riforma – conclude Marras – si rafforza il ruolo della sanità del territorio, l’integrazione con i servizi sociali e di conseguenza la responsabilità dei sindaci. Occorre sicuramente definire un nuovo assetto delle zone e va condiviso con tutti i Comuni lasciandosi alle spalle posizioni di retroguardia e affrontando questa discussione con coraggio”.

 

 

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