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Donazioni di sangue in leggero calo, ma l’Esercito dà il buon esempio

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GROSSETO – Prosegue la stretta collaborazione tra Avis e le forze militari dell’esercito. Un impegno costante sul territorio che si rinnova con le nuove donazioni di sangue da parte del personale del Savoia Cavalleria. «Ci sentiamo parte integrante della città di Grosseto ormai da venti anni – spiega il colonnello Aurelio Tassi, comandante del reggimento Savoia Cavalleria -. Farne parte, per noi, significa dare un’espressione di sicurezza, ma essere anche cittadini al servizio della comunità. Sono qua da poco più di tre mesi, ma sento di essere già parte integrante della città che ti fa sentire il suo calore. Abbiamo portato circa 200 unità a donare sangue, sono numeri che da comandante mi inorgogliscono, perché anche questo è servire la comunità e rendersi partecipi».

«A livello toscano – aggiunge Carlo Sestini, presidente provinciale di Avis -, questo è stato il primo esempio di collaborazione con le forze armate. Per noi è un aspetto determinante perché abbiamo avuto in questo anno, momenti di crisi, soprattutto nel periodo estivo, ma questo tipo di collaborazione ci permette di ovviare alle carenze, mentre per gli stessi militari, donare il sangue, è anche ragione di controllo sulla salute».

«C’è da ringraziare il comandante del reggimento Savoia Cavalleria per aver voluto dare continuità alla donazione – dice Erminio Ercolani, presidente comunale dell’Avis -. Non era scontato, anche perché questo è un accordo che si rinnova tra noi e l’esercito, ma interessa anche l’Azienda sanitaria locale».

Nel complesso il dato delle donazioni è leggermente in calo con 47 unità in meno nel confronto tra i primi dieci mesi del 2015 e quelli del 2014. Il dato di Grosseto, a parte il mese di luglio in cui ci sono state diverse difficoltà, sostanzialmente ha tenuto rispetto alla media nazionale. Per pareggiare il conto, in ogni caso, negli ultimi due mesi dell’anno serviranno 2.200 donazioni, anche per questo motivo Avis rilancia l’appello per incentivare questa sana abitudine.

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