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Vigneti maremmani: dati produttivi in crescita, ma regolamenti incerti

GROSSETO – Grandi opportunità per il vigneto maremmano, anche alla luce dei dati produttivi in crescita della Doc Maremma toscana, ma clima di diffusa incertezza per quelli che saranno i nuovi meccanismi di regolamentazione del vigneto toscano ed europeo a partire dal 1° gennaio 2016.

Questo, in sintesi, il quadro emerso durante il Convegno “Vigneto Maremma tra incertezze e opportunità” tenuto questa mattina presso la Sala Pegaso del palazzo della Provincia di Grosseto in piazza Dante, alla presenza di Fabio Fabbri, dirigente settore sviluppo rurale dell’amministrazione provinciale di Grosseto, di Edoardo Donato, presidente del Consorzio tutela vini della Maremma Toscana e Maddalena Guidi, funzionario settore – produzioni agricole vegetali, responsabile della posizione organizzativa interventi nel settore vitivinicolo della Regione Toscana.

Ha aperto i lavori Edoardo Donato che ha illustrato brevemente i numeri del Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, passato dalle 9 aziende fondatrici nel 2014 agli attuali 335 soci, dei quali quattro sono riconducibili a strutture cooperative – con circa 280 viticoltori conferenti – e 53 sono aziende verticali, ossia che seguono tutto il ciclo produttivo, dall’uva all’imbottigliamento. Numeri che significano una rappresentatività di circa il 70% nella Doc Maremma toscana. Per ciò che riguarda più strettamente la produzione connessa alla Denominazione, l’uva raccolta nella vendemmia 2012 utilizzabile per la Doc ammontava a 98.100 quintali, corrispondente ad un potenziale di vino trasformato pari a di 68.666 ettolitri, mentre nell’ultima vendemmia di cui abbiamo a disposizione dati definitivi (2014) la produzione di uve atte alla Doc ha raggiunto i 127.800 quintali per quasi 89.500 ettolitri di vino potenziali (+30% sul 2012). Passando al vino certificato Doc Maremma toscana, si è passati in due anni da 11.248 a 37.573 ettolitri facendo riscontrare un incremento del 234%, mentre per ciò che concerne il vino imbottigliato si è passati dai 6.210 ettolitri del 2012 ai circa 26mila nel 2014 (incremento del 320%), con una stima, per l’intero 2015, pari a circa 35.000 ettolitri.

Il presidente si è anche soffermato su quelli che sono gli obiettivi futuri del Consorzio, sintetizzabili in quattro punti fondamentali: lavorare sulla crescita del livello qualitativo medio attraverso la formazione e stimolando il confronto e la condivisione tra gli associati su questo tema; imparare a comunicare la qualità, anche attraverso i mezzi che la comunicazione moderna ci mette a disposizione; saper comunicare e valorizzare il territorio nella maniera più efficace, anche lavorando su progetti di incoming mirati, destinati alla stampa e agli operatori del settore sia italiani che esteri; cercare di non disperdere le energie, concentrandosi su un numero specifico di attività, che siano chiare e a cui si possa soprattutto dare un seguito, e ricercando, al contempo, occasioni di confronto e collaborazione con gli altri Consorzi operanti in Maremma e con le Amministrazioni pubbliche locali.

Fabio Fabbri ha ricordato l’importanza di questo momento, denso di novità anche per l’Amministrazione provinciale, con l’imminenza del passaggio di molte delle funzioni all’Autorità Regionale. L’intervento di Maddalena Guidi, attentamente seguito dai numerosi operatori presenti, ha chiuso i lavori, e ha cercato di portare un po’ di chiarezza sul nuovo sistema delle Autorizzazioni per gli impianti dei vigneti, la cui entrata in vigore è ormai imminente (1° gennaio 2016). In particolare, Maddalena Guidi si è soffermata sulle disposizioni transitorie, che consentiranno di convertire i diritti di impianto in nuove Autorizzazioni, tramite presentazione di una richiesta da parte del titolare del diritto che può essere presentata già dal 15 settembre scorso e fino al 31 dicembre 2020, specificando, tuttavia, che le nuove Autorizzazioni non potranno più essere oggetto di trasferimento tra aziende diverse, pena la decadenza.

Proseguendo, Maddalena Guidi si è soffermata sui meccanismi di concessione delle nuove Autorizzazioni all’impianto dei vigneti che, per il 2016, relativamente al nostro Paese, sarà basato sul criterio del pro-rata, cioè con assegnazione proporzionale a tutti i richiedenti fermo restando il limite massimo insuperabile dell’1% del totale del vigneto nazionale. Questo vuol dire che, considerati gli attuali 650.000 ettari del vigneto italiano, nel prossimo anno non potranno essere assegnati, in tutta l’Italia, non più di 6.500 ettari di nuove superfici vitate, distribuite gratuitamente con un criterio che accontenterà tutti i richiedenti in misura proporzionale al totale delle domande pervenute, la cui presentazione al Ministero potrà essere fatta dal 15 febbraio al 31 marzo 2016 in modalità telematica nell’ambito del Sian. Tenendo comunque ben presente che tali superfici non potranno godere di alcuna forma di aiuto (OCM misura ristrutturazione dei vigneti né PSR, almeno per il 2016) e che, se assegnate, dovranno comunque essere impiantate a vigneto entro tre anni dalla data di concessione dell’Autorizzazione, pena l’applicazione di una sanzione che dovrà essere stabilita dal Ministero delle politiche agricole.

Insomma, un quadro che non si presenta molto chiaro né rassicurante per i nostri viticoltori, e che rischia di ingessare in un sistema di regole e meccanismi burocratici le legittime aspirazioni di crescita espresse da quei territori, come la Maremma, e aziende che, forti del successo incontrato sui mercati, si trovano (e si troveranno) nella necessità di potenziare il potenziale produttivo.

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