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Toscana e slot, scommettiamo che l’amore funziona?

Il primato di Massa e il contributo di altre province piazza la regione nelle prime posizioni per l'utilizzo delle macchinette nel nostro Paese

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GROSSETO – Un giorno era la terra dei poeti, e i poeti erano il vanto della Toscana. Ora che la letterattura fiorentina non è più ai fasti (forse irraggiungibili) di un tempo, scommettere sulla poesia sarebbe un azzardo e una forzatura. Ecco perché nella regione si decide di scommettere e basta, sfruttando l’immensa crescita del settore gambling nell’ultimo decennio.

E’ servito poco tempo alla provincia di Massa per essere conquistata dalle slot machine, ormai presidio del territorio occupato dai bar. Non è un caso se le statistiche la indicano al primo posto nel rapporto tra numero di macchinette e popolazione, con 1,455 ogni 10mila abitanti. Se il dato a prima vista può anche non impressionare, si consideri che la provincia di Teramo è al secondo posto con 1,075, decisamente un abisso dietro. La presenza di Prato nella top ten della stessa graduatoria (quinta con 1,007) conferma il dominio toscano nel settore slot, come anche l’assenza di altre regioni con due provincie nelle prime dieci. Se proviamo a mescolare le carte prendendo come parametro la dimensione degli spazi a disposizioni dei mini-casinò, troviamo comunque entrambe nelle migliori cinque, con Prato seconda e Massa quinta. Ma non sono soltanto le due province già citate a contribuire al successo del gioco d’azzardo nella regione.

Lucca, Pisa, Livorno e Pistoia sono quattro delle città con maggior concentrazione di giocate dell’intera nazione. Con le slot machine costantemente nelle prime posizioni dei mezzi utilizzati per scommettere, ben sopra al 55% della media nazionale indicata dai dati diffusi dall’AAMS a inizio 2015.

Allo stato attuale la Toscana si trova al quarto posto nella classifica regionale per concentrazione di mini-casinò. Può sembrare poco dopo aver letto le precedenti statistiche, ma fino a pochi anni fa Firenze e dintorni erano davanti soltanto alle isole e alla Valle d’Aosta. Una rimonta sorprendente che conferma quanto le innovazioni hanno colpito i giocatori toscani, poco affezionati alle classiche schedine. Non è un caso poi se i tre quarti degli introiti dei casinò derivano dalle slot machine, di gran lunga il meccanismo preferito dai giocatori, a volte anche troppo.

In forte crescita anche il settore online che sta spopolando tra le fasce più giovani grazie alle migliorie apportate dalla tecnologia mobile e da siti specializzati come 32Re, Pokerstars e soci. Sono sempre le slot machine a dominare la classifica delle preferenze degli utenti, grazie alla trasformazione delle classiche macchinette virtuali in giochi arcade e skill-based, come potete constatare quando si gioca alle slot online 32Red.

Alla faccia della poesia e della storia, su cui un tempo la Toscana aveva scommesso tanto. Ora però si punta su qualcos’altro, e pazienza se non si può recitare a memoria e magari non entrerà nella storia. Ogni secolo ha le sue scommesse.

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