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I giovani tornano all’agricoltura: in tanti fanno domanda per aprire un’impresa agricola

GROSSETO – “In crescita i giovani in agricoltura, un settore verso il quale si nota un rinnovato interesse. Ne è testimonianza il successo riscosso dal “Pacchetto Giovani”. E’ questo il commento del direttore di Confagricoltura Grosseto, Paolo Rossi nell’analizzare gli esiti del bando relativo all’annata 2015, verso il quale sono state presentate oltre mille domande per una dotazione di 40 milioni di euro di contributi.

“Dall’analisi risulta che molte di quelle richieste arrivano proprio dalla provincia di Grosseto – aggiunge il direttore di Confagricoltura – e questo non può che farci piacere, perché ciò significa non solo forze fresche “in campo” capaci di far crescere il reddito e la competitività del settore, ma soprattutto favorire un ricambio generazionale di importanza strategica. Ringraziamo la Regione Toscana di aver prorogato la scadenza del bando al 16 novembre perché ciò ha dato modo a più “potenziali agricoli” di cogliere questa opportunità”.

Ricordiamo che il premio si sostanza in 40mila euro per ogni giovane che si insedia o in 50mila per le aziende ricadenti completamente in aree montane. “Tutto ciò – ribadisce il direttore Rossi – dimostra che il settore agricolo è ancora attrattivo nei confronti delle nuove generazioni e capace di offrire loro concrete prospettive di crescita e di sviluppo. Giovani imprenditori che si affacciano in un numero così importante ed aziende che intraprenderanno un percorso di attività biologica e integrata, dimostrano come la Regione Toscana stia cambiando il volto dell’agricoltura tradizionale, favorendo, oltre al ricambio generazionale, la ricerca di prodotti di alta qualità realizzati ponendo attenzione alla sostenibilità ambientale e alla agricoltura integrata, che oggi da sole sono sinonimo di benessere e garanzia di eccellenza. Quella con il PSR – conclude – è una scommessa che ritengo vincente perché capace di riverberare i suoi effetti benefici anche sullo sviluppo economico di territori come il nostro, il più vocato in ambito agricolo”.

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