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Pizza, patrimonio dell’Umanità. A Grosseto continua la raccolta di firme

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GROSSETO – Il 26 marzo 2015 la Commissione Italiana per l’Unesco ha candidato l’Arte dei Pizzaiuoli Napoletani per l’iscrizione nella lista del Patrimonio Culturale immateriale  dell’Umanità. Oltre 300.000 cittadini e tra questi centinaia di personalità, realtà istituzionali, culturali e della società civile, in Italia e nel Mondo, hanno aderito alla petizione che chiedeva questa candidatura. Coldiretti è  uno dei sostenitori più convinti dell’iniziativa, riconoscendosi nelle motivazioni della Commissione.

“Per questo anche noi come Coldiretti Grosseto chiediamo – afferma Andrea Renna, direttore di Coldiretti Grosseto – di iscrivere questo elemento cultura nella Lista Rappresentativa del Patrimonio Culturale Immateriale dell’umanità UNESCO. Ciò significherebbe per noi riconoscere il valore di una tradizione artigianale basata su quella diversità cultura che l’alimentazione deve riscoprire lungo la strada necessaria per riconciliare gli essere umani sulla Terra. Adesso la campagna per la raccolta firme  a sostegno dell’Arte della Pizza quale patrimonio immateriale dell’UNESCO continua, dopo le iniziative a sostegno in Italia e nel mondo, culminate nella giornata dedicata alla pizza durante EXPO. L’obiettivo è quello di raggiungere entro le festività natalizie il numero più alto possibile di firme. E’ stato inviato da noi il modello di raccolta delle firme anche alla Confartigianato, alla Cna, alla Confcommercio, e alla Confesercenti confidando che anche tra le altre associazione di categoria l’iniziativa possa destare un interesse partecipativo”. Iscrivere quest’Arte nella Lista Rappresentativa significa riconoscere il valore di una tradizione sostenibile, attenta alla naturalità che parla di materie prime legate ad un vero amore e rispetto per la terra, di ingegnosità di uomini e donne che volevano trovare modi gustosi per nutrire Le proprie famiglie e la propria comunità. Tale candidatura risponde pienamente alle sollecitazioni dell’UNESCO che, soprattutto negli ultimi anni, ha richiesto agli Stati di candidare pratiche ed elementi, esempi di sviluppo sostenibile, di integrazione, e di dialogo sociale.

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