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Protesta, graffiti shock sulla strada: l’immagine della sagoma di una vittima fotogallery

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ALBINIA – La popolazione decide di dedicarsi ai “graffiti” sull’asfalto per segnalare una scelta pericolosa delle amministrazioni pubbliche riguardo alla circolazione stradale, e disegna per terra la figura di un auto e di un uomo travolto che giace sul manto stradale.

Da qualche giorno, infatti, qualche sconosciuto ha deciso di segnalare così un cambiamento sull’Aurelia ad Albinia, dove è stato variato l’ingresso che porta le auto verso le attività commerciali e le abitazioni poste al lato della corsia di marcia sud.

In corrispondenza del ristorante Da Renato e del nuovo Timecity, è stato eretto un guard rail che prima non esisteva, anticipando l’ingresso di circa 100 metri e proprio in corrispondenza dell’uscita dal tunnel della pista ciclabile che proviene da Albinia e che si dirige verso la Giannella. Una scelta che ha fatto sì che le auto, non appena entrano nella nuova uscita, quando ancora sono in decelerazione ma a velocità sostenuta corrono il rischio di incrociare un ciclista che può sbucare in maniera improvvisa sia da destra che da sinistra.

Una segnalazione singolare a cui si sono unite anche le proteste dei gestori dello storico ristorante da Renato, da sempre frequentato da una clientela di passaggio che usciva dall’Aurelia proprio di fronte alla propria attività: «La nostra è un’attività storica per Albinia che rischia di essere danneggiata violentemente per scelte fatte da altri – hanno scritto i proprietari sulla loro pagina Facebook – adesso davanti alla nostra struttura è stato posto il guard rail e la cosa assurda è che, nonostante le promesse e gli accordi che erano stati presi, è stato mantenuto aperto l’ ingresso a ridosso della pista ciclabile che rischia di ledere tutta la popolazione di Albinia. Ci sembra giusto informare tutti i cittadini di queste scelte fatte da altri, dato che quest’ultime possono arrecare danni fisici a tutti coloro che usufruiscono del sottopasso per arrivare al mare tramite la pista ciclabile e che – concludono loro – rischiano di vedere lesa la loro persona nel caso in cui una macchina per distrazione o per non conoscenza della pista ciclabile stessa entri nella strada a velocità non moderata».

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