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«Dolce, energica, impetuosa: non era mai banale» Benini ricorda Eleonora Baldi

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FOLLONICA – «E’ con profondo dolore che l’Amministrazione comunale di Follonica comunica la scomparsa di Eleonora Baldi». Così il Comune di Follonica annuncia la morte dell’ex sindaco della città del Golfo. «Eleonora, sindaco dal 2009 al 2014, si trovava a Sieam Reap (Cambogia) per un viaggio di lavoro, insieme al marito e al genero, con l’agenzia di famiglia, quando una crisi respiratoria l’ha colpita in modo inesorabile».

«La città si stringe attorno ai suoi cari, Sergio, Francesca, Federica, i generi Simone Micheli e Marco Bottai, consigliere comunale, la mamma e la sorella – prosegue la nota -. Eleonora era una persona molto nota e apprezzata: follonichese doc, oltre a dedicarsi con passione alla vita politica ed amministrativa della sua città, aveva aperto la sua agenzia di viaggi, lavoro che adorava perché adorava stare tra la gente, tra la sua gente».

«Non è facile per me scrivere un ricordo di Eleonora, trovare le parole – afferma il sindaco Andrea Benini -. Non è facile ordinare i pensieri tra l’incredulità, lo sgomento, il senso opprimente di una perdita ingiusta, irreparabile. Le parole sono strette, chiuse, soffocate, si incrociano con tanti ricordi, con tanti momenti vissuti insieme in questi anni densissimi, condividendo molto: tante tante ore delle nostre giornate, in anni complicati ricchi di difficoltà ma anche di soddisfazioni e grandi risultati raggiunti».

«Appariva così fragile eppure allo stesso tempo era così risoluta, determinata, cocciuta perfino – prosegue Benini -. Era così affettuosa e dolce e insieme tanto energica, impetuosa addirittura. Una Donna delicata, sensibile capace di sprigionare una forza e una grinta che a volte lasciavano senza fiato. Con un insopprimibile spirito materno, protettivo; invadente e rispettosa insieme, nello stesso istante. Eleonora era questo miscuglio unico e irripetibile di straordinaria umanità. Le sue telefonate ad orari improbabili solo per avere una parola di conforto, come se cercasse protezione o consiglio, ma poi faceva sempre di testa sua; i messaggi sul telefono appena finiva di parlare in pubblico che chiedeva ‘come sono andata?'; la capacità empatica di parlare con tutti, parlarci di tutto, del mondo nei suoi occhi, dei suoi viaggi a New York o in Patagonia, della rabbia di fronte alla prepotenza, delle emozioni che provava ascoltando De Andrè o incantata ammirando la sua Follonica».

«Il suo sguardo vivacissimo, curioso, provocatorio, appassionato, intransigente, talvolta. Non era mai banale, cercava sempre di andare oltre, sapeva essere leggera e divertente, e – nel giro di un respiro – toccare corde profondissime. Ha combattuto per cinque anni, da sindaco, con questo spirito, con una dedizione totale alla città che amava, con una onestà profonda e spericolata, verrebbe da dire, senza compromessi. La ricordo – conclude Benini – come amico e compagno di viaggio, prima che come sindaco. Ciao Ele».

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