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Laguna: «L’emergenza non finirà. Definire le priorità per la tutela ambientale»

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ORBETELLO – «Occorre essere consapevoli che l’emergenza non finirà, sta nella natura di tutte le lagune, ambienti a scambio lento con capacità di ripristino delle condizioni ambientali originali. Parlare di gestione ordinaria o emergenziale è superfluo, non esiste differenza. Conciliare la tutela ambientale e definire le priorità per Orbetello è l’unica soluzione possibile». È quanto emerge dall’audizione di Edo Bernini, direttore generale del settore Ambiente ed Energia della Giunta toscana, in commissione Ambiente presieduta da Stefano Baccelli (Pd), nell’ambito dell’indagine conoscitiva avviata lo scorso 30 luglio.

Secondo quanto riferito da Bernini «Pompare più acqua non è sufficiente. Non è un’operazione matematica. Il livello del mare o i venti possono influenzare determinate condizioni. Inoltre l’anossia (mancanza di ossigeno, ndr) è un fenomeno naturale della laguna». Il problema è semmai da ricercare nella «definizione delle priorità. Una su tutte – ha detto Bernini – è la tutela ambientale e naturalistica della laguna. Tutto quello che succede nel sistema lagunare deve essere subordinato a questa esigenza».

Seguendo questa necessità la Giunta ha definito una serie di misure per la conservazione e sta lavorando a quelle per la salvaguardia e per la tutela naturalistica. «Occorre rafforzare – ha continuato Bernini – gli elementi di controllo anche per consentire una gestione dell’attività ittica estensiva, come quella che si svolge ad Orbetello, pur valutando l’incidenza che questa ha sull’ambiente». Bernini ha informato la commissione che le misure di salvaguardia saranno pronte entro la fine dell’anno.

Contemporaneamente la Regione è impegnata per rivedere l’accordo di programmazione con il ministero dell’Ambiente e sta avviando un piano di gestione per le zone Sic (Siti di importanza comunitaria) e Zps (Zone di protezione speciale) di Orbetello per la parte relativa alla tutela naturalistica, visto che incidono anche dal punto di vista urbanistico.

In tutto questo potrebbe aiutare una simulazione di quanto accaduto, e cioè uno scarto molto basso tra temperatura diurna e notturna che non si verificava da 61 anni, per «capire cosa fare e cosa manca nella gestione» ha chiarito Bernini. Pensare ad interventi di grande portata, anche infrastrutturali, non è la strada migliore da percorrere. «Ci sono i tempi – ha concluso il direttore generale – per individuare fonti aggiuntive, ossigenatori e soprattutto un sistema di monitoraggio efficace».

Di gestione integrata che “deve tener conto dei vincoli ambientali” hanno parlato anche rappresentanti di Wwf e Lipu. «I diritti dei pescatori e l’equilibrio economico della laguna deve essere salvaguardato senza però compromettere l’equilibrio naturalistico e senza ricorrere a pompaggi artificiali. L’immissione dell’acqua deve servire a mantenere il livello e non per la circolazione», hanno dichiarato.

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