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È maremmano il primo vino alla rovescia del mondo: bottiglia capovolta e idea geniale

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MASSA MARITTIMA – Il vino dei desideri all’incontrario va: una bottiglia con etichetta alla rovescia e posta a testa in giù. Dietro il design accattivante del nuovo Vedetta Reverse c’è uno studio sulla conservazione del nettare di Bacco.

Nel giorno di chiusura della fiera Food & wine in progress, allestita alla stazione Leopolda di Firenze, la cantina La Cura di Massa Marittima (GR) ha presentato, in anteprima, il suo ultimo progetto. Si tratta di una bottiglia capovolta, posta in un’elegante cassetta di legno. Un piccolo e rivoluzionario accorgimento che permette al vino di esser conservato in posizione corretta, anche in verticale. “Capita troppo spesso – spiega il proprietario dell’azienda Enrico Corsi – che ristoranti ed enoteche, per ragioni commerciali, tendano a lasciare le bottiglie in piedi, in bella mostra, per mettere in risalto l’etichetta. Ma se il tappo non rimane bagnato, come quando il vino è in posizione orizzontale, rischia di seccarsi. Il sughero asciutto si restringe, non aderisce bene al collo della bottiglia e lascia passare troppa aria dall’esterno, aumentando il rischio che il vino si ossidi. Un produttore può curare ogni minimo dettaglio nei passaggi tra vigna e cantina, tra botte e bottiglia, ma se poi il vino non viene conservato in maniera corretta tutto il lavoro sarà stato inutile”.

E quanto delicato sia l’equilibrio delle condizioni per far resistere un gran vino nel tempo lo ha spiegato – in maniera scientifica ma chiara – un esperto presente alla conferenza, la dottoressa Alessandra Biondi Bartolini, agronomo e consulente in ricerca e sviluppo. “L’ossigeno partecipa a tutta vita del vino, nel bene e nel male. Louis Pasteur, che tra i tanti altri meriti è stato il primo a portare la scienza nella tecnica enologica, diceva che ‘è l’ossigeno che fa il vino ed è l’ossigeno che lo distrugge’. In ogni fase della vinificazione e della conservazione ci sono rischi e benefici legati al contatto dell’ossigeno con il vino che i produttori devono gestire. L’evoluzione che avviene grazie all’ossigeno e che nei vini rossi strutturati è fondamentale, prosegue anche nell’ambiente confinato della bottiglia, pertanto la scelta del tappo e le modalità di conservazione sono importanti per gestire le fasi finali del matrimonio tra vino e ossigeno”.

Quanto possa far comodo una bottiglia che ben con serva il vino pur esposta verticalmente lo assicura Roberto Ducceschi, sommelier dal 2001, professionista del servizio con un passato da titolare dell’enoteca Re di Coppe a Pistoia. “Nei miei anni di esperienza – assicura – ho capito che la vita di un vino non dipende soltanto dalla qualità del vitigno, dalla corretta lavorazione o dalle caratteristiche dell’annata. Dipende anche e soprattutto dalla sua conservazione”. E il Vedetta Reverse va incontro ad entrambe le esigenze dei ristoratori: il vino può essere conservato verticalmente e rimanere col tappo bagnato. L’etichetta rovesciata (e ben leggibile) fa il resto.

Nei giorni di Food and Wine in progress sono stati tanti i visitatori accorsi alla stazione Leopolda che hanno sostato allo stand della cantina La Cura, ammirando in anteprima la rivoluzionaria bottiglia, chiedendo spiegazioni, informandosi. Segno di un interesse nuovo per il vino: per il duro lavoro di chi lo produce, per un territorio – la Maremma – dalle grandi e finora poco conosciute potenzialità. Tra i tanti appassionati e curiosi, si è intrattenuto allo stand della Cura anche il noto cantante e presentatore tv Enzo Ghinazzi, meglio conosciuto come Pupo, colpito dalla novità del Vedetta Reverse. Pupo ha anche assaggiato il vino, rimanendone affascinato. “Quando andrò al mare a Follonica la prossima volta – dice il cantante – passerò sicuramente dalla cantina La Cura”.

Etichetta in braille e Qrcode interattivo – Il Vedetta, da tempo in commercio, viene prodotto solo nelle migliori annate con una speciale selezione di cabernet sauvignon, proveniente da un piccolo podere chiamato “Monte di Muro”. E’ stata la prima etichetta della Cantina La Cura adattata alle esigenze di ciechi e ipovedenti, grazie alla collaborazione con l’Uici sezione Grosseto. La bottiglia è più pesante rispetto a quelle tradizionali, per esser meglio maneggiata da chi non possiede il senso della vista, presenta un’etichetta in braille e un QRcode interattivo, a cui è collegata una spiegazione vocale del vino, attivabile tramite smartphone. Oggi, l’etichetta con caratteri in braille è estesa a tutta la gamma dei vini prodotti. Il Vedetta Reverse si presenta in elegante cofanetto di legno protetta da plexiglas, con etichetta alla rovescia rispetto alle bottiglie tradizionali, per poter esser letta conservando – verticalmente – la bottiglia capovolta.

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