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Gessi rossi alla Bartolina. La proposta di Sel: «Per noi è la soluzione possibile»

GROSSETO – I gessi rossi prodotti dalla Tioxide nella vecchia cava della Bartolina. Sinistra Ecologia e Libertà sposa la linea del Centrosinistra Gavorrano Bene Comune e a livello provinciale, con l’appoggio anche dei ircoli delle Colline Metallifere, indica una strada possibile per trovare la soluzione del prossimo sito di stoccaggio degli scarti di lavorazione dell’impianto del Casone.

Qualcosa di più di un’idea, a cui ha lavorato il partito in queste settimane incontrando sia i sindacati, le rappresentanze dei lavoratori di quell’area e anche l’azienda.

«La nostra – dice Marco Sabatini, coordinatore provinciale di Sel – è una proposta ponderata. I gessi non possono essere stoccati alla Cava della Vallina perché è di fatto dentro un centro abitato e all’interno del territorio del geoparco. La Bartolina invece è in un luogo isolato rispetto ai centri della zona e offre la possibilità concreta di utilizzare per il trasporto del materiale una linea ferroviaria che da dentro l’impianto di produzione arriva fino al sito di stoccaggio».

In particolare la proposta di Sel riguarda la vecchia Cava della Bartolina, cioè la porzione dell’area di estrazione che non viene più utilizzata. Una sorta di “buco” di oltre 60 metri che garantirebbe anche l’azienda per molti più anni rispetto all’ipotesi della Vallina.

«Quella della Vallina – spiega Massimo Borghi, ex sindaco di Gavorrano e membro del partito provinciale – è la peggiore soluzione non solo per Gavorrano. Abbiamo calcolato che arriverebbero ogni giorno circa 70 camion e viaggerebbero sulla strada che porta verso il mare i turisti in estate».

«Purtroppo a Gavorrano e non solo la politica sembra far finta di niente, e noi come Sel invece vogliamo dire la nostra perché c’è in ballo il futuro di mille famiglie». Il polo industriale di Scarlino infatti, nel caso in cui non si trovasse una soluzione ai gessi rossi e quindi alla continuità della produzione di Tioxide, andrebbe in crisi. «Questo – aggiunge Borghi – non possiamo permettercelo ed è per questo che vogliamo che questa vicenda diventi regionale e nazionale».

Per l’ipotesi Bartolina infatti occorreranno molto probabilmente anche una serie di investimenti a partire proprio dal tratto ferroviario. «La politica se vuole può farli – dice Sabatini – così come è stato fatto per l’area di Piombino».

«Noi abbiamo pensato – è questa l’idea di Nicola Menale, segretario di Sel Gavorrano – che le risorse che oggi Tioxide versa nelle casse dei comuni come bilanciamento ambientale possano essere utilizzate in futuro per favorire proprio questa soluzione».

La decisione ultima naturalmente dovrà passare anche da una analisi ambientale del sito individuato. «é da mesi che chiediamo che si faccia un’inchiesta pubblica – conclude Borghi -, ma nessuno ci risponde. Noi intanto abbiamo già individuato gli esperti che potrebbero occuparsene e a breve a Gavorrano faremo un grande convegno dove inviteremo tutti i soggetti interessati per parlare proprio di questo tema».

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