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Referendum sanità: obiettivo firme raggiunto. Sono 50 mila. Domani la consegna

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FIRENZE – «50.000 Toscani vogliono il referendum per cancellare la contro-riforma della sanità regionale e per rivendicare un servizio sanitario equo e accessibile». Così spiegano dal comitato promotore del referendum dove il raggiungimento del quorum necessario per l’avvio della procedura referendaria.

Domani, mercoledì 4 novembre alle 11.00, in Via Cavour 4, presso la sede del Consiglio Regionale, il Comitato Promotore consegnerà, nelle mani del Presidente del Collegio di Garanzia, le firme necessarie per l’indizione del Referendum. Cittadini, movimenti, sindacati, partiti, associazioni, media sono invitati: sarà un momento gioioso in cui respirare aria di democrazia.

Le 50.000 firme raccolte sono contro la Legge 28/2015, la contro-riforma della sanità toscana, ma sono anche contro i continui tagli al finanziamento della sanità pubblica, contro la progressiva riduzione del personale addetto all’assistenza, contro l’impoverimento progressivo dei servizi, contro le liste di attesa infinite, contro ticket sempre più esosi.

Le 50.000 firme raccolte sono contro le politiche del governatore Enrico Rossi e del PD che mirano a privatizzare la sanità e a promuovere il mercato assicurativo.

Com’è noto la normativa del referendum prevede la raccolta di almeno 40.000 firme nell’arco di sei mesi. Sono bastati due mesi scarsi di campagna referendaria per raccoglierne 50.000. Si è trattato di una grande esperienza di partecipazione popolare, costellata di numerosissimi incontri con i cittadini e di pubbliche discussioni in ogni parte della Toscana.

«Tutto ciò ha richiesto un enorme impegno – dicono dal comitato -. Per questo ringraziamo  i 50.000 cittadini toscani che hanno sostenuto la campagna referendaria non solo con la loro firma ma anche con le loro idee e le loro proposte. E un grande grazie va alle centinaia di attivisti che in questi due mesi non si sono risparmiati nell’organizzare la raccolta delle firme, nel promuovere iniziative locali, nel diffondere l’informazione tra i cittadini e favorire la discussione».

«Questo patrimonio di idee e di energie – concludono – servirà per le sfide che ci aspettano, per la sfida decisiva: il referendum che si terrà nei prossimi mesi».

 

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