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Anche la Cia di Grosseto a sostegno di “Venti Liberi”, così la tavola profuma di legalità

Don Ciotti all’Assemblea nazionale della Cia per festeggiare i vent’anni dell’associazione: 4mila pacchi di pasta “libera”, prodotti con grano biologico coltivato sulle terre confiscate alla mafia, acquistati dalla Confederazione e che verranno distribuiti il 14 e il 15 novembre prossimi in tutte le piazze d’Italia.

GROSSETO – La Cia accoglie nella sua Assemblea nazionale don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, che ha deciso di festeggiare venti anni di attività all’Expo insieme agli imprenditori agricoli della Cia. “Ma c’è un altro ventennale che conta: sono venti anni -ha detto don Ciotti- da quando raccogliemmo le firme che hanno permesso di arrivare alla legge sui beni confiscati alla mafia. Ma come si vede non bisogna mai abbassare la guardia: c’è bisogno di coltivare la legalità”.

“È questo il motivo per cui anche la Cia di Grosseto sostiene con forza questa iniziativa – afferma il vicepresidente toscano e presidente provinciale di Grosseto Enrico Rabazzi – che si è battuta e si batte contro il caporalato e il lavoro nero, fenomeni purtroppo oramai diffusi anche nelle nostre campagne,  una lotta che sarebbe responsabilità delle nostre istituzioni che invece “tollerano” questi fenomeni pur conoscendoli anche troppo bene. Noi combattiamo e combatteremo sempre per un agricoltura pulita senza la quale non sarà possibile nessuno sviluppo”.

E proprio da questo coltivare la legalità è nata “Venti Liberi”, la pasta di grano biologico coltivato in Calabria, in Sicilia e in Puglia sui terreni tolti alla criminalità organizzata. Come ha ripetuto don Ciotti: “Gli italiani lo ignorano, ma ogni giorno invitano a tavola il boss. L’agroalimentare è diventato il nuovo business delle mafie e per contrastarlo serve togliergli le terre e impiantare nuove cooperative per fare posto all’economia e all’agricoltura legale”.

A questo serve “Venti Liberi”. E’ un pacco di spaghettoni da un chilo che viene ceduto con un contributo di otto euro. “Questi soldi -spiega Don Cotti- servono in parte a remunerare le cooperative che hanno prodotto la pasta, in parte a finanziare nuove cooperative che sorgono per coltivare le terre tolte alle mafie e in parte per un progetto di solidarietà rivolto agli agricoltori beneventani colpiti dall’alluvione”. Anche su questo la Cia si è molto impegnata lanciando la sottoscrizione “Tocca a Noi”, un conto corrente dedicato per raccogliere donazioni da destinare alle aziende danneggiate e aiutare così a far ripartire l’agricoltura nel Sannio.

La pasta “Venti Liberi” sarà acquistabile il 14 e 15 novembre in tutte le piazze d’Italia, dove sarà festeggiato il ventennale dell’impegno di Libera.

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