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Fattoria di Grancia, «Archivio storico ricchissimo, da aprire a tutti» Tancredi chiede intervento alla regione

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GROSSETO – Aprire alle scuole e far conoscere l’antica Fattoria di Grancia che ospita l’Archivio storico della Riforma fondiaria in Toscana. È la richiesta che fa il consigliere comunale di Grosseto, Veronica Tancredi che prosegue «L’unico archivio storico della Regione è ricchissimo e raccoglie i fondi delle amministrazioni (Ente Maremma, ETSAF) che dal 1950 si occuparono di realizzare le opere di bonifica e di riforma agraria nella Maremma toscana e alto laziale. Oltre ai documenti, ci sono foto, mappe, cartografie, filmati e testimonianze riguardanti corsi di formazione rivolti a coltivatori diretti e alle loro famiglie».

«In questo luogo vi è la storia economica e sociale del nostro territorio, la trasformazione del paesaggio rurale e urbano. Proprio di recente, lo studio condotto da Isgrec sulla “memoria di carta” dell’Acquedotto del Fiora, contenuta in questo archivio, dimostra quanto detto, raccontandoci il processo di modernizzazione avvenuto nella nostra provincia con la costruzione di un’opera imponente ed importante per tutta la comunità – prosegue il consigliere Tancredi -. La Fattoria della Grancia è un luogo vivo che continua a parlarci della realtà che ci circonda, ma purtroppo sono tanti i grossetani e non solo che non ne conoscono l’esistenza e non sanno quanto di importante contenga. Il lavoro di valorizzazione e conoscenza avviato con questa iniziativa della Città visibile 2015 di Grosseto può continuare nelle scuole grazie alla collaborazione degli insegnanti, tenendo a mente che acquisire maggiore consapevolezza della storia del nostro territorio è indispensabile per pensare anche al suo futuro. E chi dovrebbe farlo se non le giovani generazioni?»

«Ecco perché questo luogo andrebbe maggiormente conosciuto, visitato e aperto alle scuole, e credo che un piccolo passo in questo senso sia stato in parte compiuto – precisa il consigliere -. L’archivio si può già consultare grazie alla presenza di un dipendente regionale sempre presente in loco, accedendo solo alla sala consultazioni. Il resto della struttura risulta purtroppo non agibile per la mancanza di un ascensore e degli accessi a norma per le persone diversamente abili. Qui infatti si pone la questione di un vecchio problema strutturale che potrebbe essere superato con un investimento minimo da parte della Regione Toscana. L’Archivio fu infatti inaugurato nell’anno 2000 alla presenza dell’allora presidente della Camera Luciano Violante, del Commissario straordinario per la gestione della Riforma agraria Roberto Davitti e delle istituzioni locali. Proprio in quell’anno fu terminato il primo lotto dei lavori che si aggirava intorno alla cifra di un miliardo di vecchie lire. Il secondo lotto che si aggirava sui 400 milioni di lire circa (oggi saremo forse sui 200/300mila euro) non fu terminato a causa della conclusione del commissariamento».

«Il commissariamento ebbe il compito di provvedere all’alienazione dei beni dell’Ente Maremma passati in proprietà della Regione Toscana e tanti furono i soldi allora incamerati dall’ente regionale e provenienti da queste terre. Il completamento dei lavori di ristrutturazione all’epoca sarebbe stata poca cosa in termini economici e un atto dovuto verso questo territorio. A distanza di anni e di vicende non conosciute direttamente, a me interessa parlare dell’oggi e del futuro. Alla Regione Toscana e ai suoi rappresentanti chiedo di provare a trasformare ciò che sembra impossibile in possibile, di fare un gesto simbolico e concreto per la città di Grosseto e la Maremma, di completare, a fronte di una spesa contenuta – conclude Tancredi -, una bella ed importante storia rimasta incompiuta fino ad oggi».

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