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Gatto ucciso a fucilate. La Lav si costituisce parte civile

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GROSSETO – La LAV si è costituita parte civile nel procedimento penale contro il presunto uccisore di Bombolo, un gatto di circa un anno che il 23 marzo del 2013 fu colpito da una carabina ad aria compressa in località Casalecci, alle porte di Grosseto.

Il gatto riuscì a trascinarsi fino a casa e fu soccorso dalla famiglia, ma morì dopo un ricovero di oltre due settimane in clinica veterinaria. Il reato contestato è quello di uccisione di animale, in base all’articolo 544bis del codice penale che prevede fino a due anni di reclusione.

A quel tempo, la LAV di Grosseto prese in carico la vicenda, assistendo la famiglia che decise di manifestare il proprio sdegno affiggendo un manifesto  nei pressi dello stadio di Grosseto e uscendo con delle pagine a pagamento su un quotidiano locale.

Il rinvio a giudizio del presunto killer, un uomo di circa 60 anni residente nel grossetano, è avvenuto in maniera coatta da parte del giudice per le indagini preliminari dopo una prima richiesta di archiviazione.

“Siamo molto soddisfatti che la vicenda di Bombolo sia arrivata in aula – dichiara Giacomo Bottinelli, consigliere nazionale LAV – e in questi due anni la LAV ha sempre fatto sentire la sua voce sul caso, sostenendo la famiglia. Purtroppo, nella località di Casalecci non si tratta del primo episodio di questo tipo e anche in tribunale la nostra presenza darà modo di contribuire al pieno corso della giustizia, con il fine aggiuntivo di prevenire ulteriori reati in danno agli animali che potrebbero essere perpetrati”.

La LAV ha delegato l’avvocato Stelio Pugi, del foro di Grosseto, a rappresentarla nel procedimento.

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