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Sei Toscana «Bilancio ok ma serve gestione unitaria degli impianti. Anche dell’inceneritore»

GROSSETO – Un gestore unico, un piano che preveda non solo la gestione dei servizi, ma dell’intero sistema degli impianti presenti sul territorio compreso l’inceneritore di Scarlino. Sei Toscana presenta il bilancio a due anni dall’entrata del gestore unico, ma parla anche del futuro del ciclo dei rifiuti «Non siamo interessati alla costruzione di un nuovo Termovalorizzatore – afferma Eros Organni amministratore delegato di Sei – ma questo non significa che non si ritenga importante in un ciclo completo un sistema di recupero dell’energia dai rifiuti. Ovviamente sempre in misura residuale come prevede l’Europa che mette al primo posto il riciclo e il riuso. Rispetto al termovalorizzatore di Scarlino noi ci muoviamo solo su logiche di natura industriale».

«Serve un piano economico finanziario per mettere insieme obiettivi e risorse – prosegue Organni – ma questo, approvare un piano industriale che contenga questi elementi, è un compito che spetta all’Ato. Servono strumenti per ampliare i servizi razionalizzando gli impianti così da contenere le tariffe, e una gestione unitaria dell’intero sistema degli impianti. A quel punto, con tutte le tutele ambientali, l’impianto di Scarlino potrebbe essere una cosa da valutare, ma solo in un mutato quadro industriale di sei Toscana. Non ha senso pensare a costruire un nuovo impianto ad Arezzo per portare i rifiuti quando qui arrivano e si bruciano i rifiuti da altre parti d’Italia».

Per quanto riguarda il bilancio di esercizio 2014, approvato all’unanimità dei Soci, si chiude con un utile di poco superiore all’1% del valore della produzione (1.800.000 euro). Il valore totale della produzione supera i 146 milioni di euro, con il dato del capitale investito netto che sfiora i 38 milioni di euro. «Sono dati positivi – spiega l’amministratore delegato della società, Eros Organni – che certificano come il cammino intrapreso sia quello giusto. E’ stato fatto un buon lavoro, soprattutto per quanto riguarda il contenimento dei costi aziendali che vengono quotidianamente analizzati e controllati dai nostri uffici. Il consolidamento della nuova realtà è passato anche attraverso gli interventi nella standardizzazione delle procedure e dei processi interni, che ha permesso di semplificare il quadro dei rapporti tra la società e il mercato esterno, nonché di ottenere significativi contenimenti di costo. Ad esempio, nelle sole aree della gestione dei mezzi e delle attrezzature, si è passati da circa 250 fornitori agli attuali 90. L’avvio di una prima razionalizzazione della logistica del servizio, con la chiusura di numerosi cantieri, una semplificazione delle procedure amministrative e la centralizzazione degli acquisti ha portato, in un solo anno, ad un risparmio complessivo di costi per oltre 4.000.000 di euro».

Non solo risparmi e razionalizzazione dei costi. La presenza di una società di gestione con dimensioni adeguate, operante con una particolare attenzione ai principi di equilibrio economico e finanziario della gestione ha riacceso un forte interesse del sistema del credito. In questi primi mesi di gestione è stato possibile cominciare ad affrontare le gravi situazioni di obsolescenza inefficienza, e in certi casi di vero e proprio degrado che caratterizzavano alcune delle strutture, delle attrezzature e dei mezzi ricevuti in dotazione. Fra mezzi (camion di raccolta e spazzatrici), attrezzature (cassonetti e contenitori di raccolta) e strutture (cantieri, sedi operative, centri di raccolta e stazioni ecologiche) sono stati effettuati investimenti per oltre 13.600.00 euro. «Nello specifico – commenta Organni – negli ultimi 24 mesi sono stati acquistati oltre 90 nuovi mezzi destinati alla raccolta per un investimento di quasi 7 milioni. Oltre diecimila nuovi cassonetti, per circa 3 milioni e mezzo di euro e altri tre milioni e mezzo di euro di investimenti per nuove strutture dislocate sul territorio. Numeri significativi che sottolineano l’impegno della società ad investire per garantire un servizio più efficace ed efficiente nei cento comuni serviti».

Nel corso del 2014 Sei Toscana ha raccolto poco meno di 500.000 tonnellate di rifiuti, di queste, circa 160.000 tonnellate sono state differenziate ed avviate al recupero, ricavando quasi 6.600.000 € dalla loro vendita. «I ricavi rivenienti dai Consorzi di filiera e dal mercato dalla cessione dei materiali da raccolta differenziata – precisa Organni – in applicazione del contratto di servizio con Ato, hanno un impatto neutro sulla struttura complessiva dei ricavi. Tale voce viene infatti interamente portata in detrazione dal corrispettivo dei servizi di raccolta». I dati certificati 2015 da ARRR (Agenzia Regionale Recupero Risorse) per le raccolte differenziate relative al 2014, rilevano nell’Ato Toscana Sud una percentuale di raccolta differenziata pari al 38,29%, con un aumento dello 0,60% rispetto all’anno precedente. «Un dato positivo – commenta Organni – che, però, deve necessariamente essere migliorato nel prossimo futuro per raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata e di avvio al riciclo individuati dalla normativa vigente. Per questo Sei Toscana, in accordo con Ato Toscana Sud e le amministrazioni comunali, ha attivato nuovi servizi di raccolta, domiciliare e stradale, in un lavoro di riorganizzazione su area vasta che proseguirà nel prossimo futuro».

Nel biennio 2014-2015 circa 88.000 cittadini sono stati interessati da attivazioni di nuovi servizi di raccolta, sia porta a porta (estensioni a Grosseto, Arezzo, San Gimignano, ecc) che stradale (come la raccolta dell’organico a Castiglione della Pescaia, Orbetello, Monte Argentario). «Siamo partiti da una situazione molto eterogenea come dato di raccolta differenziata nelle tre province in cui operiamo e l’obiettivo è quello di arrivare al 70% di raccolta differenziata previsto dal Piano della Regione Toscana ed almeno al 50% di effettivo riciclo, come previsto dalla direttiva europea, nei prossimi cinque anni – commenta Organni. Siamo convinti di avere numeri, forza innovativa e capacità industriale per gestire il servizio in modo efficiente, efficace e sostenibile. Una sfida impegnativa che vogliamo vincere».

«A poco più di due anni dall’avvio del servizio – conclude Simone Viti, presidente di Sei Toscana – il bilancio di quanto fatto è sicuramente positivo. Come ben illustrato dall’Ad, la situazione va consolidandosi di giorno in giorno, ma siamo consci che il lavoro da fare sia ancora tanto, soprattutto in termini di qualità del servizio percepita e di efficienza. L’obiettivo del miglioramento dei servizi è sempre in primo piano ed è nostra intenzione lavorare nello spirito di condivisione e collaborazione con le amministrazioni comunali e con l’autorità di ambito per individuare soluzioni su tutto ciò che compete al gestore».

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