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La Maremma non cresce. Numeri negativi e anche la popolazione cala fotogallery

GROSSETO – È una fotografia in bianco e nero quella che emerge dai dati presentati oggi in Camera di Commercio nella giornata della trasparenza. La Maremma non cresce e tra i numeri presentati che riguardano sia gli aspetti economici che sociali fa riflettere ance il dato della popolazione. Nonostante il saldo migratorio positivo (cioè i nuovi residenti che arrivano da altre provincia, +622) il numero di abitanti scende dello 0,27% per un totale di 224.481 (i dati sono riferiti al 2014, nel 2013 gli abitanti erano 225.098). Il peso dei residenti stranieri è del 9,7% inferiore alla media toscana (19,5%), ma superiore a quella nazionale (8,2%). Dall’analisi comune per comune si nota come continui a crescere la popolazione nei grandi centri come Grosseto (+530), Follonica e Orbetello, mentre a soffrire di più è sempre l’entroterra. Dato in controtendenza per il Giglio che segna la percentuale più alto di incremento con l’1,33% (21 residenti in più).

Presenti insieme al presidente della Camera di Commercio di Grosseto Riccardo Breda anche il Pierluigi Giuntoli, commissario ad acta per la fusione dei due enti camerali di Grosseto e Livorno. Il procedimento di fusione che durerà circa 180 giorni ancora non è stato attivato. «La fusione – ha detto Giutoli – è legata alla geografia economica di due territori simili, nel turismo, nel commercio e nella agricoltura e speriamo che possa fare da spinta forte in termini di economia interprovinciale. Nel medio termine ci dovrebbero essere anche benefici in termini di risparmio ed efficienza».

Oltre al dato sulla demografia sono stati presentati anche i numeri delle imprese, dell’export, del lavoro, del credito e del turismo.

Le imprese – Al 30 giugno 2015 sono 28.753 le imprese che operano in provincia di Grosseto con un saldo negativo di 70 unità rispetto all’anno precedente. Crescono soprattutto in tre comuni, Grosseto, Follonica, Gavorrano. Solo in otto comuni crescono, mentre negli altri 20 diminuiscono e per questo si arriva poi al dato totale di diminuzione delle imprese.

Il settore con più società di capitali è quello delle costruzioni (759) e in totale rappresentano il 14,47%. Una impresa su cinque è artigiana, mentre l’imprenditoria femminile rappresenta il 26,9% di tutte le imprese, dato superiore sia alla media regionale che nazionale.

Dal punto di vista territoriale rispetto al passato diminuiscono sensibilmente le imprese nelle zone montane e collinari, mentre è stabile il numero di quelle sulla costa e nel capoluogo con realtà virtuose come Follonica e Scarlino.

Commercio con l’estero – Segno positivo per la bilancia commerciale della nostra provincia. I numeri rimangono contenuti per quanto riguarda l’export, ma comunque significativi. Nel 2014 l’export è cresciuto del 2%, ma anche l’import (6,3%). I comparti più interessanti per l’export sono quello chimico (40%), prodotti alimentari (36,8%), e bevande (4,2%).

Oltre il 50% delle esportazioni è indirizzato verso paesi europei, un terzo verso l’America, mentre è modesta la penetrazione nei mercati asiatici (10,1%), e ancor meno verso l’Africa (4,5%).

Lavoro – Il dato di disoccupazione, cresciuto sempre negli ultimi anni dal 3,8% del 2007 al 7,9% del 2014, ha però subito un’inversione di tendenza proprio nell’ultimo anno. Il numero di ore di cassa integrazione è diminuito del 20% tra il 2013 e il 2014. La crisi però si fa ancora sentire e anche nel 2015 ci sarà una diminuzione del lavoro dipendente del 1,6%. A risentirne di più è il settore del commercio, mentre il settore delle costruzioni sembra aver bloccato l’emorragia di posti di lavoro avvenuta negli ultimi anni.

Credito – I depositi medi per sportello bancario ammontano a 17 mila euro. Calano i presiti sia nel numero che negli importi.

Turismo – Nel settore del turismo nel 2014 si registrano dati contrastanti con un aumento degli arrivi (+3,5%) e una diminuzione delle presenze (-0.5%). Bene il turismo balneare, ma anche in alcune zone interne come per esempio sull’Amiata nei comuni di Arcidosso e Santa Fiora. Crescono gli arrivi nelle strutture alberghiere, ma a diminuire è il dato della permanenza media. Più gente quindi, ma vacanze meno lunghe.

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