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Predatori, Confagricoltura: «In Francia abbattono i lupi, perché qui non si può fare?»

GROSSETO – «Lupo o ibrido, pecore uccise, danni agli allevatori. Sono problemi che devono essere risolti impegnandoci tutti senza integralismi al fine di giungere ad una soluzione immediata». Paolo Rossi, direttore di Confagricoltura Grosseto, prendendo spunto dalle dichiarazioni del ministro dell’Agricoltura francese, Stéphane Le Foll, torna a parlare del problema che sta angustiando da anni il settore dell’allevamento ovicaprino maremmano.

«Perché nella Francia ecologista e ambientalista – si chiede il direttore – si può arrivare all’abbattimento dei lupi con due ministri, quello dell’Agricoltura e dell’Ecologia, che inviano una lettera ai prefetti in cui autorizzano le operazioni di prelievo per i cacciatori addestrati nei boschi francesi che confinano con la montagna torinese, e da noi questo non avviene? Mi risulta che l’Italia sia in Europa come lo è la Francia, nazione in cui la concentrazione di branchi, circa 200 capi, unita ai continui attacchi agli allevamenti, ha convinto i due dicasteri a una scelta drastica, ma necessaria per tutelare l’economia montana».

Rossi si spinge oltre e spiega che così facendo c’è il rischio concreto che branchi di lupi, sconfinando, invadano il Piemonte. «Perché si continua a nascondersi dietro un dito a mettere sempre la polvere sotto il tappeto, invece di affrontare concretamente il problema anche nel nostro Paese? Se i nostri cugini transalpini hanno trovato una soluzione con gli abbattimenti, rispettando, peraltro, le prescrizioni imposte dalla direttiva Habitat, essendo il lupo un animale protetto a livello europeo, è il caso che anche in Italia si avvii un confronto serio con tutti i soggetti interessati, prendendo in ultima ratio la possibilità di contenere la popolazione lupina o quella idrida che imperversa nelle nostre campagne».

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