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Migranti, dopo la protesta si pensa ai trasferimenti. Forse erano in troppi in quel centro

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CASTELLACCIA – Un campanello di allarme sul centro di accoglienza della Castellaccia. Così può essere definita la protesta che ieri sera i migranti, ospitati nella piccola frazione del comune di Gavorrano, hanno organizzato bloccando la strada provinciale che collega Giuncarico e Ribolla. I migranti hanno voluto manifestare un disagio che forse non è legato soltanto al presunto ritardo nella consegna dei pasti, ma ad una situazione più complessa.

Si tratta di un episodio inedito in provincia di Grosseto, dove sono decine i migranti ospitati in piccoli centri diffusi sul territorio.

La protesta ha sicuramente avuto un clamore importante anche perché ha provocato il blocco del traffico e una coda di decine di macchine per almeno un chilometro.

In mezzo alla strada qualche panca e gli stessi migranti che seduti a terra impedivano il passaggio delle auto.

In quella struttura, oggi privata e in passato scuola materna, attualmente sono ospitati 24 migranti. Forse un numero troppo elevato e per questo, già in queste ore, si sta pensando a livello istituzionale di intervenire con qualche trasferimento per alleggerire la struttura.

Il Comune di Gavorrano, in contatto con la prefettura, il ministero e gli altri comuni maremmani che partecipano all’accoglienza, intanto sta lavorando alla definizione di progetti di integrazione che possano favorire il rapporto con le comunità locali e anche un percorso di formazione per i migranti.

«La prossima settimana – ha detto il sindaco Elisabetta Iacomelli – incontreremo a Firenze l’assessore regionale Vittorio Bugli. Con lui faremo il punto della situazione proprio sulla questione dell’accoglienza e sulla definizione dei progetti per i quali stiamo aspettando le risposte dal ministero».

In sostanza si tratterà di coinvolgere i migranti in attività sia per la loro formazione sia per “restituire” qualcosa alla comunità che li ospita in termini di volontariato sulla scorta di altre esperienze simili attiviate già in altri comuni come dimostrano gli esempi di Grosseto. Nel capoluogo per esempio 15 migranti hanno si occuperanno di piccoli lavori di manutenzione delle strade e del verde mentre altri svolgeranno servizio di accoglienza in alcune mostre d’arte in programma in questi giorni città.

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