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Il Reggimento Savoia Cavalleria celebra 73 anni di storia

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GROSSETO – Si è svolta oggi presso la caserma “Emanuele Beraudo di Pralormo” di Grosseto, alla presenza delle autorità militari, civili e religiose, la celebrazione della festa di Corpo del reggimento “Savoia Cavalleria” (3°).

Sono trascorsi oramai 73 anni da quel fatidico 24 agosto 1942 quando ad Insbuschenskij seicento sciabole ebbero la meglio di 2500 soldati sovietici in superiorità tattica, di numero e di equipaggiamento. Ma pare ancora risuonare come eco, nel piazzale della caserma “Emanuele Beraudo di Pralormo”, il fragore degli squadroni a cavallo lanciati alla carica che, caso vuole, hanno chiuso in terra di Russia ufficialmente un epopea che ha visto il binomio cavallo e cavaliere uniti in battaglia.

Molto è cambiato da quell’estate del ’42: lo Stendardo del reggimento per questo fatto d’arme venne decorato di Medaglia d’Oro al Valor Militare, rientrato in Italia venne disciolto a seguito delle vicissitudini che seguirono l’8 settembre del ’43 e ricostituito in Milano nel 1946. Ora “Savoia”, dopo due trasferimenti di sede, dopo la partecipazione a numerose operazioni di mantenimento della pace all’estero ed in Madrepatria sta vivendo da protagonista un processo di evoluzione che lo vede il primo reggimento di Cavalleria Paracadutisti dell’Esercito Italiano divenendo la pedina esplorante della Brigata Paracadutisti “Folgore”.

Compito arduo per le “Cravatte Rosse” dal basco amaranto, che sul solco tracciato dai Cavalieri di Insbuscenskij sapranno, anche in questo caso, cogliere al meglio questa sfida gettando il cuore oltre l’ostacolo.

Presenti alla cerimonia, ed accolti dal 102° Comandante di reggimento, Colonnello Aurelio Tassi, il Generale di Brigata Giovanni Maria Iannucci, Comandante della Brigata paracadutisti “Folgore” e tutte le autorità civili e militari della Maremma.

Momento particolare e sentito della cerimonia è stato il cambio del Comandante del 1° gruppo squadroni esplorante, ovvero la pedina operativa del reggimento. Al Ten. Col. Domenico Leotta, cedente e destinato ad assumere un prestigioso incarico presso lo Stato Maggiore della Difesa, subentra il Ten. Col. Paolo Scimone proveniente dallo Stato Maggiore dell’Esercito.

 

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