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Olio d’oliva tunisino da importare senza dazi. Rabazzi: «Si colpisce il Made in Italy»

GROSSETO – «Questo è davvero troppo. Aiutare chi è in difficoltà va bene ma se questo significa dare il definitivo colpo di grazia a un settore in difficoltà ma comunque di eccellenza, noi non ci stiamo. Se si pensa di poter fare beneficenza con il duro lavoro dei nostri agricoltori che stentano non ad arrivare a fine mese ma a iniziare il mese, l’Europa deve prepararsi a una dura opposizione». Sono le parole del vicepresidente regionale e presidente di Grosseto Cia-Confederazione Italiana Agricoltori Enrico Rabazzi che punta il dito contro la notizia che la Commissione europea ha deciso di incrementare il contingente di olio di oliva tunisino che può essere importato in Europa senza dazi.

«Se questo Governo tiene davvero al mondo agricolo, come sbandierato ai quattro venti quando ha promosso il grande evento dell’Expo, se davvero crede, come ha detto Renzi, che l’agricoltura è il futuro dell’Italia ecco questo è il momento di dimostrarlo – aggiunge Rabazzi -. Chiediamo anzi pretendiamo che il Governo italiano si attivi immediatamente in sede di Consiglio europeo, affinché l’olio tunisino sia accompagnato da misure di tracciabilità e di commercializzazione che ne impedisca la possibilità di essere etichettato come di origine UE o peggio come di origine italiana, oltre alla piena attuazione della legge salva olio iniziando con l’obbligo del tappo antirabocco».

«Grazie all’accordo tra UE-Tunisia questo paese è già un forte esportatore di olio extravergine d’oliva in Europa, l’arrivo di altre 35 mila tonnellate d’olio d’oliva tunisino, senza dazio, andrebbe a colpire duramente soprattutto il Made in Italy un’eccellenza nazionale che si sta lentamente riprendendo da un anno orribile – conclude Rabazzi -. Provvedimenti che auspichiamo se la politica intende davvero aiutare il comparto del Bel Paese, se invece preferisce svenderci al miglior offerente allora ci venga detto chiaramente. Noi comunque siamo pronti a rispondere».

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