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Maiano Lavacchio: la posizione di Anpi, consiglieri comunali e dell’ex segretario del Pd Bandinelli

MAGLIANO IN TOSCANA – È ancora polemica attorno alla scuola di Maiano Lavacchio, dove furono processati e trucidati durante la guarra un gruppo di giovani renitenti alla leva che non vollero arruolarsi tra le fila della repubblica di Salò.

La Sezione ANPI di Grosseto “Elvio Palazzoli” esprime «il proprio disappunto per l’intenzione dell’ amministrazione comunale di Magliano in Toscana di mettere in vendita la scuola di fronte alla quale il 22 marzo 1944 fu perpetrato per mano fascista l’eccidio di Maiano Lavacchio. Ci sono luoghi simbolo della memoria per i quali gli attuali distinguo del sindaco Cinelli appaiono per lo meno sospetti, anche in relazione al supporto che trovano in forze politiche dell’estrema destra del tutto minoritarie».

«Esprimiamo la nostra soddisfazione per il fronte ampio, che si è realizzato intorno al rifiuto della vendita e che ha raccolto associazioni e autorità su una posizione chiaramente antifascista – afferma il presidente della sezione Giuseppe Corlito -. Noi crediamo che i luoghi della memoria civile debbano rimanere pubblici, soprattutto in un momento storico delicato come quello attuale caratterizzato dal riemergere da forze di stampo fascista più o meno esplicito. Crediamo utile che la scuola di Maiano Lavacchio diventi un memoriale della Resistenza Grossetana, dove ritorni la lavagna firmata da Lele e Corrado, due degli undici “agnelli”, che i fascisti massacrarono pur essendo inermi e disarmati con l’unica colpa di rifiutare la leva forzata dell’illegittima repubblichina di Salò».

«Vorrei fare alcune doverose precisazioni, sia per il ruolo che ho svolto in passato nel PD maglianese, sia perché conosco molto bene la storia in questione – afferma invece Fausto Bandinelli, ex segretario dell’Unione Comunale del PD di Magliano in Toscana -. La mia famiglia paterna, infatti, fino ad alcuni anni prima del tragico avvenimento, risiedeva nel podere la Sdriscia, proprietà della famiglia degli sventurati fratelli Matteini, dove svolgeva attività di mezzadria. Il processo farsa ad opera dei fascisti verso quei poveri uomini, si svolse all’interno della scuola ubicata nell’edificio ove ora sorge la sala Andrei e non nell’edificio oggetto della discussione».

«Ovviamente dal punto di vista del valore simbolico nulla cambia, proprio perché tutta la località è divenuta dal dopoguerra fino ai giorni nostri la meta dove poter ricordare la tragica fucilazione di quei poveri uomini, definiti a ragion veduta i Martiri d’Istia – prosegue Bandinelli -. Sono luoghi macchiati dal tragico evento della guerra e della dittatura fascista, che devono mantenere vivi valori, soprattutto nelle nuove generazioni, a cui noi uomini di sinistra e militanti del PD non vogliamo e non dobbiamo rinunciare per nessun motivo. Ritengo opportuno che il sindaco e l’amministrazione tutta facciano un ulteriore passo in avanti, ritirando l’edificio dall’alienazione, cercando di aprire una trattativa con tutte le amministrazioni, Regione e se necessario anche Governo Centrale, che devono impegnarsi a trovare i fondi per ristrutturare la scuola stessa. Ideale sarebbe farne una sala espositiva dove chi vuole conoscere a fondo questa drammatica storia possa trovare la documentazione necessaria».

«Come capigruppo della maggioranza del Consiglio del comune di Grosseto, intendiamo intervenire nella questione inerente l’alienazione della scuola di Maiano Lavacchio intentata dall’Amministrazione Comunale di Magliano in Toscana». Affermano Francesco Giorgi, Simone Marchetti, Daniela Piandelaghi, Marcello Treglia. «Riteniamo doveroso intervenire nella questione sia perché il territorio interessato è limitrofo a quello che noi abbiamo l’onore di rappresentare, tanto è vero che della sventurata vicenda si parla di “Martiri d’Istia”, sia perché la memoria collettiva sedimentata nel corso dei lustri che si sono succeduti ci impone di prendere posizione».

«Riteniamo importante sottolineare, quindi, che i luoghi simbolici sono importanti come quelli fisici – precisano i consiglieri -, il fatto che la scuola sia stata fisicamente interessata dal fatto di sangue, a nostro avviso, poco importa, l’importante è che la scuola, ovunque si trovasse in quel momento storico, è il luogo dove i nazifascisti compirono il processo farsa ed emisero la condanna ed anche se l’esecuzione è avvenuta poi in altro luogo, questa è comunque riconducibile allo stesso luogo geografico e la memoria condivisa ha archiviato la scuola come il luogo dove i ragazzi subirono le loro ultime umiliazioni e dove i fratelli Matteini scrissero nella lavagna i saluti alla loro mamma».

«Ricordiamo quindi che a Maiano tutti gli anni si celebra la più importante cerimonia provinciale di ricordo della vittoria sul nazifascismo e quei luoghi sono simbolici appunto perché li, più la o più qua poi poco importa, furono vigliaccamente trucidati dei ragazzini inermi da collaborazionisti e da occupanti nazisti soltanto perché essi erano renitenti alla leva – precisa la nota dei capigruppo -. Per questo crediamo sia importante preservare la memoria dell’intero luogo geografico e per questo il sindaco Cinelli deve, a nostro avviso, ritirare il bene dalla vendita e offrirlo alla popolazione per farne un luogo di studio e di memoria. Secondo noi sarebbe un bel gesto che renderebbe onore, dopo tanti anni, a quei nostri giovanissimi concittadini così barbaramente trucidati. Infine riteniamo doveroso, nell’invitare il sindaco Cinelli a ritirare il bene dalla vendita, offrire la nostra collaborazione affinchè le istituzioni tutte si prodighino per trovare i fondi per fare di quella scuola un luogo simbolico di studio e di memoria».

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