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«A Maiano Lavacchio sorga un luogo della memoria». Marras: «Via quella delibera»

GROSSETO – Leonardo Marras, capogruppo Pd in consiglio regionale, e promotore della petizione online(www.change.org/p/diego-cinelli-sindaco-di-magliano-in-toscana-non-vendere-la-scuola-di-maiano-lavacchio?)  con la quale si chiede di non vendere la scuola di Maiano Lavacchio, torna a scrivere al sindaco di Magliano in Toscana. Una lettera a Diego Cinelli per chiedere di ritirare la delibera sulla vendita dell’immobile.

«A Caro Diego, ho letto le tue osservazioni sulla vicenda di Maiano Lavacchio e di tutte condivido solo la disponibilità a sederti a un tavolo.

Maiano Lavacchio, con la vicenda dei Martiri, ha assunto un significato speciale in tutta la provincia di Grosseto e in Toscana. La scuola nel 1944 si trovava dentro al podere “Appalto”, oggi dell’Andrei. La scuola rurale di cui parliamo (che sorge vicina) sostituì quella dove furono imprigionate le vittime. Vendere a privati quella scuola significa trasformare l’identità di quel luogo che va dal monumento alla chiesina.

La destinazione urbanistica non è un semplice segno su una cartografia, ne modifica l’uso sociale. Introdurre altre destinazioni come una villetta o un “merendero” significa cancellare quell’identità.

E’ un grave errore snaturare Maiano Lavacchio. Meglio sarebbe lavorare tutti insieme per farne un luogo della memoria. Quando dico tutti insieme mi rivolgo al Consiglio Comunale di Magliano, a quello di Grosseto, alle associazioni, ai ricercatori e agli storici. Invito i Consiglieri ad esprimersi pubblicamente. Non ci sono primati da difendere, ma simboli che rappresentano le nostre origini democratiche. Insistere per affermare chissà quale verità è secondo me un errore ancora più grave. Mi aspettavo che su certi valori non negoziabili non ci fosse bisogno di discutere tanto a lungo. Abbandoniamo inutili orgogli e difese di principio, ritirare la delibera fatta per l’alienazione è il primo passo».

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